L’Alleanza contro la povertà presenta la proposta di reddito di inclusione sociale

15/10/2015 di Redazione
L’Alleanza contro la povertà presenta la proposta di reddito di inclusione sociale

"Un piano contro la povertà. Adesso!" è il titolo dell'iniziativa promossa dall'Alleanza contro la povertà che si è svolto alla vigilia della presentazione della proposta di Legge di Stabilità, il 14 ottobre presso il Palazzo della Cooperazione a Roma.
L'Alleanza contro la Povertà - nata nel 2014 e composta da 33 organizzazioni tra realtà associative, rappresentanze dei Comuni e delle Regioni e Sindacati che unendosi,  hanno deciso di contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche in opposizione all'indigenza in Italia -ha chiesto al governo di prendere impegni concreti per contrastare la povertà nel nostro Paese, con l'avvio di un vero e proprio Piano nazionale contro la povertà.  Un Piano che non solo sia strutturale, ma che inclusivo: l'Alleanza propone di introdurre il Reis a partire dalle famiglie più indigenti, ma anche che progressivamente sia esteso a tutte quelle in povertà assoluta. La povertà attraversa l'intera società, le fasce d'età, le categorie, le Regioni, i disoccupati ma anche i lavoratori. La povertà non colpisce un gruppo sociale omogeneo e un intervento efficace dovrebbe tenerne conto.
L'Alleanza mette a disposizione di  Governo e Parlamento una proposta dettagliata e condivisa, frutto di un approfondito confronto tra le sue numerose componenti, dedicando particolare attenzione a tutti passaggi attuativi di una misura contro la povertà mai elaborata in Italia.
All'incontro hanno partecipato Cristiano Gori ( Università Cattolica del Sacro Cuore), Maurizio Gardini (Confcooperative), Francesco Soddu (Caritas), Pietro Barbieri(Forum Nazionale Terzo Settore),Vera Lamonica (Cgil), Maurizio Bernava( Cisl), Silvana Roseto (Uil), Antonio Misiani ( Legautonome), Rita Visini ( Conferenza delle regioni e delle province autonome) ,Gianni Bottalico (Acli).
Nella conferenza, organizzata appositamente alla vigilia della presentazione della legge di stabilità e della giornata mondiale per l'eliminazione della povertà , si è "presentata" la proposta di avvio del Piano Nazionale contro la povertà  della durata di 4 anni che prevede l'introduzione graduale del Reddito d'Inclusione Sociale (Reis) nel nostro paese.
L'Alleanza mette a disposizione di  Governo e Parlamento una proposta dettagliata e condivisa, frutto di un approfondito confronto tra le sue numerose componenti, dedicando particolare attenzione a tutti passaggi attuativi di una misura contro la povertà mai elaborata in Italia.
Il Reddito di inclusione sociale ( REIS):
Utenti: Il Reis si rivolge a tutti coloro i quali si trovano in povertà assoluta, valutata sulla base delle condizioni economiche del nucleo familiare di appartenenza. È destinato a cittadini di qualsiasi nazionalità, in possesso di un valido titolo di legittimazione alla presenza sul territorio italiano e ivi presenti informa regolare da almeno 12 mesi. Il principio guida è l'universalismo: una misura per tutti poveri,  opponendosi a politiche sociali categoriali.
Importo: Ogni nucleo familiare riceve mensilmente una somma pari alla differenza tra la soglia di povertà e il proprio reddito. L'importo mensile è 322 euro ( 1persona), 380 ( 2 persone), 395 (3 persone) e 451 ( 4 persone). Il principio guida è l'adeguatezza: nessuno è più privo delle risorse necessarie a raggiungere un livello di vita "minimamente accettabile".
Servizi alla persona:  Insieme al contributo monetario i beneficiari del Reis- quando necessario-ricevono servizi sociali, socio-sanitari, socio-educativi o educativi. Possono essere servizi contro il disagio psicologico e/o sociale, di istruzione, riferiti ai bisogni di cura, per l'autonomia o di altra natura. S'intende così fornire nuove competenze agli utenti e/o aiutarli ad organizzare diversamente la propria esistenza. Il principio guida risiede nell'inserimento sociale : dare alle persone l'opportunità di costruire percorsi che permettano di uscire dalla marginalità.
Lavoro: Tutti i membri della famiglia tra i 18 e 65 anni ritenuti abili al lavoro devono attivarsi nella ricerca di un impiego, dare disponibilità a iniziare un'occupazione offerta dai Centri per l'impiego e a frequentare attività di formazione professionale. Il principio guida consiste nell'inserimento occupazionale:  rafforzare le proprie capacità professionali per trovare un'attività lavorativa.
Welfare Mix:  Il Reis viene gestito a livello locale grazie a un impegno condiviso da Comuni e Terzo settore.  I Comuni, in forma associata nell'Ambito Sociale, hanno la responsabilità della regia complessiva dell'intervento e il Terzo Settore co-progetta insieme a loro, esprimendo le proprie competenze in tutte le fasi dell'intervento. Il principio guida è la partnership: solo un'alleanza tra attori pubblici e privati a livello locale permette di affrontare con successo la povertà.
Il Reddito di Inclusione Sociale sarà introdotto gradualmente con un Piano Nazionale articolato in quattro annualità, che comincerà nel 2016 e si concluderà nel 2019. Questo rappresenterà il primo anno a regime a partire dal quale il Reis diventerà stabilmente un diritto di tutti coloro i quali vivono in povertà assoluta.
Nel 2016 il Reis sarà fornito a 1,4 milioni di indigenti che versano in condizioni economiche più critiche con uno stanziamento di 1,4 miliardi per contributi economici e 400 milioni per servizi forniti dai Comuni e progressivamente amplierà l'utenza a cui è rivolto fino ad arrivare a un un investimento pubblico annuo di circa 7,1 miliardi di euro nel 2019.
In questi  4 anni si cercherà di modulare un sistema solido di monitoraggio e valutazione in grado di comprendere ciò che accade nelle varie realtà locali, di organizzare occasioni di formazione e confronto tra operatori di diverse realtà, di chiarificare attentamente il punto di partenza e il punto di arrivo del Piano Nazionale, ma soprattutto di rendere possibile una progettualità nazionale, continuativa, e integrata delle politiche sociali evitando sperimentazioni e soluzioni a una tantum che hanno impoverito e minato il welfare locale e l'infrastrutturazione sociale negli ultimi anni.