La storia del Debito di Roma, da Rutelli a Marino

15/10/2015 di Redazione
La storia del Debito di Roma, da Rutelli a Marino

Il quotidiano Sole 24 ore fa chiarezza sui conti del debito attraverso le ultime amministrazioni Comunali della Capitale. Esaminando il livello del debito dal 1993 al 2015 il debito sembra essere calato di circa 12.987 euro al giorno. Nel 1997, durante l'amministrazione Rutelli, il debito globale era addebitato in larga parte (3.600 miliardi) ai trasporti pubblici, Atac e Cotral. Nel 1999 la giunta di Rutelli cede il 49% delle azioni Acea, la più ricca società comunale (gestione elettricità e acqua), al privato costruttore Caltagirone e nel 2000 Roma si trova a dover affrontare la spesa del Giubileo. Nel Gennaio 2001 Rutelli si dimette lasciando un debito finanziario di circa 5,93 miliardi di euro.
Dopo un breve commissariamento, i cittadini romani eleggono Walter Veltroni (Maggio 2001) che rimane in carica fino al 2008. Veltroni lascia il comune con un debito finanziario di 6,95 miliardi.
Nell'Aprile 2008 Roma passa da una giunta di sinistra ad una di destra, elezione di Gianni Alemanno e l'ascesa di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Viene costituito il commissario per il "debito pregresso" che si prende in carico il debito pubblico fino alla data di elezione di Alemanno che può, quindi, ripartire.  Negli ultimi due anni della sua carica, Alemanno diventa commissario unico del debito del Comune e solo a metà del 2013, quando il commissario diventerà Varazzani, arriva in parlamento la prima relazione. Le cifre del debito nel 2010 sono spaventose, decisamente maggiorate. 8,64 miliardi di debito non finanziario e 7,12 miliardi di debito finanziario. Considerando gli  ulteriori 6,69 miliardi di interessi si arriva ad un debito totale del Comune di 22,45 miliardi ed il totale effettivo da pagare risulta di 10 miliardi e 65milioni. Quel debito viene preso in carico da un "finanziamento perpetuo", assicurato dallo Stato di 500 milioni all'anno che reperisce fondi dal Ministero del Tesoro, aumento dell'addizionale Irpef per i contribuenti e pone una tassa di 1 euro ai biglietti aerei a chi parte da aeroporti di Roma (Fiumicino/Ciampino). In sintesi, il Sole 24 ore ha calcolato che nel periodo di amministrazione Rutelli risulta  il debito più alto. Segue poi Alemanno e Veltroni. Verso la fine del 2014, con lo sblocco delle privatizzazioni attraverso il decreto "Salva Roma" che, in parte, limita l'agibilità del sindaco, con Marino il debito è stato ridotto di 7,44 miliardi, rispetto ai 10,06 del 2010 ed è sceso di 11 milioni rispetto al 2012.
Un debito che i cittadini pagheranno, si stima, fino al 2048 se non consideriamo i debiti definiti "fuori bilancio" che ogni anno risultano nelle relazioni annuali dell'Organismo di revisione economico-finanziaria sul rendiconto del Comune. In una Roma in attesa di nuovi sviluppi, con un ipotesi di commissariamento, la vera dimensione del debito non è chiara.