Pietro Ingrao: un secolo di storia, la nostra

01/10/2015 di Redazione
Pietro Ingrao: un secolo di storia, la nostra

Era il 26 marzo del 2015 e su "Inform@ttiva" scrivevamo un articolo che si intitolavo "Ingrao, 100 anni spesi bene". Era il nostro omaggio a Ingrao che si apprestava a compiere un secolo, un secolo di storia, dagli orrori della bomba atomica e dello sterminio di massa alle speranze e alle lotte di liberazione di milioni di esseri umani.
Nato in provincia di Latina, a cavallo degli anni 30 si trasferisce a Roma per studiare al Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 36 entra in politica col PCI, con, negli anni del Fascismo inizia a muoversi in clandestinità divenuto militante antifascista e  poi dopo la caduta di Mussolini fu uno degli organizzatori del comizio di Porta Venezia a Milano. Negli anni dello stalinismo e della Guerra fredda, Ingrao è direttore dell'Unità fino al 1956. Dal '48 entra nel comitato centrale del Pci, venendo eletto deputato per la prima volta. In Parlamento troverà un seggio, ininterrottamente per quasi mezzo secolo, per ben dieci legislature, fino a quando, nel 1992, si tirerà fuori dalle liste del partito, ai tempi di 'Tangentopoli'. I suoi 100 anni sono densi, contengono la storia del nostro  Paese, dal fascismo alla Resistenza, da Budapest a Praga, e poi l'assassinio di Moro, la fine del compromesso storico, la sconfitta del comunismo, l'eclissi del Pci. Negli ultimi tempi le sue condizioni di salute l'hanno tenuto lontano dal pubblico ma noi sapevamo che c'era, un silenzio che è durato quasi venti anni ma noi sapevamo che c'era. Sapevamo che Ingrao professava quella politica che non si può ridurre a mercato o a lotte di potere tra le persone, la riscoperta della politica non come mito e orizzonte irraggiungibile ma come consapevolezza della propria vita. Oratore di indubbio fascino, scrittore stimolante.
Durante una manifestazione disse "È una grande giornata di speranza per le lotte molto importanti che aspettano voi e tanti lavoratori in Italia e anche fuori d'Italia. Io vi saluto, vi ringrazio di essere venuti qui e vi dico con un vecchio motto: la lotta continua! Auguri a voi, auguri ai lavoratori, auguri agli uomini di pace!". Ciao Pietro ci mancherai, e grazie a te di essere stato qui.