Presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2015

29/10/2015 di Redazione
Presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2015

Giovedì 29 ottobre è stato presentato - contemporanea in tutte le Regioni e nelle Province autonome - il "Dossier Statistico Immigrazione 2015 dell' Idos per l'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali). Il punto focale del Dossier sono i richiedenti asilo, senza per questo trascurare i migranti presenti nel nostro Paese e gli italiani trasferitisi all'estero. La fase attuale ci mette dunque a confronto con migranti, profughi e gli italiani che si trasferiscono all'estero.
È un'Italia interculturale quella che emerge della fotografia del dossier, con una crescita progressiva della popolazione immigrata: i "nuovi italiani" oggi presenti nel Belpaese sono 5 milioni e 421mila e un abitante su 10 è nato fuori dai confini italiani. Il Dossier stima infatti in 5.421.000 persone la presenza straniera regolare complessiva, includendovi anche i soggiornanti non comunitari in attesa di registrazione anagrafica, di cui la metà sono provenienti da un paese europeo, in maggioranza dalla Romania.
Sono in crescita i processi di inserimento, come le acquisizioni di cittadinanza, le iscrizioni a scuola. Persiste il bilancio positivo tra spesa pubblica ed entrate statali assicurate dagli stranieri, con un saldo positivo di 3,1 miliardi di Euro. Il dato smentisce il pregiudizio che la presenza dei migranti sia soprattutto un onere per le casse dello Stato.
Crescono invece le difficoltà nel superare le discriminazioni e orientare le politiche di immigrazione e di integrazione, così come si riscontrano gravi carenze nel sistema di accoglienza a fronte della nuova ondata migratoria. Sono 1 milione e 100mila minori stranieri residenti in Italia e 814.187 gli iscritti a scuola nel 2014/2015.  Oltre 2 milioni e 200 mila i lavoratori, più di un decimo degli occupati complessivi. Tuttavia, dallo scoppio della crisi nel 2008 a oggi, sono proprio i lavoratori stranieri ad aver subito, in Italia, le maggiori conseguenze: il loro tasso d'occupazione è diminuito dell'8,5% a fronte di un calo del 2,7% fra gli italiani. Proprio a causa delle difficoltà nel trovare un nuovo impiego, sono quasi 155 mila stranieri non hanno visto rinnovato il proprio permesso di soggiorno dopo la scadenza, con il conseguente l'obbligo di lasciare l'Italia.
È da segnalare la forte presenza di lavoratori stranieri in quei settori maggiormente esposti allo sfruttamento, come l'agricoltura.
A livello abitativo, sono state molte le famiglie migranti che hanno subìto sfratti per morosità incolpevole. I costi degli affitti nelle aree metropolitane risultano onerosi , spesso più alti del 30% del reddito. Per molte famiglie immigrate, la soluzione temporanea alle difficoltà economiche è stata quella del ritorno in patria della famiglia e della permanenza in Italia del solo capofamiglia.
Dal Dossier emerge un dato interessante, che ribalta molta della retorica sulla presenza di migranti nel nostro Paese: le denunce penali con autori noti sono aumentate del 28% verso gli italiani e diminuite del 6,2%, a fronte di una popolazione immigrata più che raddoppiata.
Rispetto al tema dell'integrazione la situazione si fa più complessa: accanto alle sempre più numerose iniziative all'insegna dell'interculturalità, episodi come quelli di Mafia Capitale non hanno giovato alla pianificazione su larga scala di interventi continuativi. Questi episodi hanno prestato il fianco alle campagne xenofobe portate avanti da alcune fasce della popolazione e da alcuni movimenti politici. Le segnalazioni fatte all'Unar nel 2014 registrano una persistenza, e talvolta la recrudescenza, di atteggiamenti e  comportamenti xenofobi e discriminanti, non solo per la disparità di trattamento che ne derivano, ma anche per i soprusi e le lesioni dei diritti fondamentali. Aumentano le tensioni sociali e si verificano episodi di vera e propria violenza e xenofobia ai danni di immigrati, richiedenti asilo e rifugiati, minoranze rom e sinti, persino con la contestazione dei centri dedicati alla loro accoglienza.