Riforma della cittadinanza: ecco le proposte di modifica de “L’Italia sono anch’io”

08/10/2015 di Redazione
Riforma della cittadinanza: ecco le proposte di modifica de “L’Italia sono anch’io”

Proprio nei giorni del dibattito in Aula sulla riforma della cittadinanza per i figli dei migranti, il Comitato promotore della Campagna "L'Italia sono anch'io", costituito dalle principali organizzazioni nazionali impegnate nella promozione dei diritti dei migranti, chiede a gran voce che si apportino alcune modifiche da integrare nella discussione sul  testo, già approvato in Commissione Affari Costituzionali. Le modifiche fanno riferimento a diversi aspetti della riforma:
- Il requisito del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ovvero "cittadinanza per celso", denuncia il comitato. I bambini nati in Italia verrebbero distinti, con riferimento al fondamentale diritto di acquistare la cittadinanza italiana alla nascita, in base alla capacità economica delle loro famiglie, escludendo tutti i figli di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti che non riescono a soddisfare il requisito di reddito richiesto per l'ottenimento del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Si propone quindi di prevedere il requisito del soggiorno legale a sostituzione del permesso di soggiorno UE

- L'attribuzione del potere di effettuare la dichiarazione di volontà ad entrambi i genitori L'attuale formulazione dell'art. 1, co. 2-bis e dell'art. 4, co. 2-bis attribuisce il potere di effettuare la dichiarazione di volontà di acquisto della cittadinanza del figlio ad un solo genitore esercente la responsabilità genitoriale.  Questo risulterebbe illegittimo per violazione della parità tra i coniugi (art. 29 Cost.) e della parità di diritti e di doveri tra i genitori (art. 30 Cost.). Si propone di attribuire il potere di effettuare la dichiarazione di volontà di acquisto della cittadinanza a chi esercita la podestà genitoriale.

 - L'efficacia retroattiva, si richiede l'introduzione di una norma transitoria che consenta l'acquisto della cittadinanza italiana da parte di chi abbia maturato i requisiti soggettivi previsti dalle nuove norme di legge ma che abbiano visto scadere i termini temporali da questa previsti.

-definizione di residenza legale attualmente il rifiuto dell' iscrizione anagrafica potrebbe avere come conseguenza la perdita del diritto di acquistare la cittadinanza; l'iscrizione anagrafica costituisce in generale presunzione di dimora abituale. Costituisce inoltre presunzione di soggiorno regolare, in quanto in base alla normativa vigente, solo i cittadini stranieri e comunitari regolarmente soggiornanti possono iscriversi all'anagrafe. Dunque se una persona è stata in possesso di titolo di soggiorno per l'intero periodo richiesto, non è necessario procedere alla verifica dell'iscrizione anagrafica continuativa, posto che in tale caso la dimora abituale in Italia è presunta, fino a prova contraria. Se invece, per un determinato periodo, la persona non è stata iscritta all'anagrafe o non è stata in possesso di un titolo di soggiorno, potrà dimostrare la residenza legale provando la dimora abituale e il soggiorno regolare durante tale periodo, con ogni mezzo. La modifica della normativa proposta consentirebbe una maggiore coerenza  della normativa vigente e  potrebbe ridurre il carico di lavoro degli ufficiali di stato civile.

- persone con disabilità psichica  La norma vigente non considera il diritto di acquisire la cittadinanza italiana per persone con disabilità psichica. Le modalità di acquisto richiedono una dichiarazione di volontà o la presentazione di una istanza (nei casi di naturalizzazione) e la presentazione del giuramento che, nel caso di persone con disabilità psichica, non può esser svolto dal tutore, curatore o amministratore di sostegno. Si propone dunque l'adozione di disposizioni e norme  che rendano accessibile l'acquisto di  cittadinanza anche per persone in queste condizioni.