Sgomberato presidio No Border a Ventimiglia, migranti di nuovo sugli scogli

01/10/2015 di Redazione
Sgomberato presidio No Border a Ventimiglia, migranti di nuovo sugli scogli

Alle prime luci dell'alba di mercoledì 30 ottobre, con un decreto della procura di Imperi, un ingente schieramento di forze dell'ordine ha circondato la tendopoli del presidio NO BORDERS. Il presidio di migranti e attivisti sulla scogliera di Balzi Rossi, al confine tra Italia- Francia, nasce lo scorso Giugno a seguito della chiusura della frontiera Francese e diventa in poco tempo simbolo della protesta di chi, nell'attuale situazione emergenziale, chiede di poter attraversare i confini. Al grido " No Border, no nation" migranti e attivisti hanno resistito grazie anche agli aiuti dei volontari della cittadinanza locale. Una realtà che non può essere trattata come un mero problema di ordine pubblico: una cucina attrezzata in cui si preparavano più di 200 pasti ogni giorno, bagni, docce e collegamenti elettrici, un ufficio e una zona stampa. Un campo attrezzato e permanente, con assemblee quotidiane in arabo e in inglese, per permettere la partecipazione di tutti, in cui migranti e nativi hanno deciso, volta per volta, quali azioni dimostrative mettere in pratica per esprimere il proprio dissenso. Il presidio No Border è stato un esempio di solidarietà e un faro permanente puntato sulla frontiera con la Francia, a segnalare l'assurdità della chiusura delle frontiere europee, della limitazione alla circolazione dei migranti e dell'inazione delle istituzioni. La maggior parte dei migranti che si trovavano al presidio provengono dal Sudan e dall'Eritrea e fuggono dai conflitti nel Darfur e nel sud del Sudan, dal regime eritreo, dagli strascichi della guerra in Somalia e dalla desertificazione. Diverse nazionalità insieme nella vita quotidiana e nella lotta contro la chiusura delle frontiere che hanno subìto lo sgombero da parte delle polizia e diverse cariche ogni qual volta sono scese in strada per ribadire la volontà a passare la frontiera con la Francia. Una frontiera che è solo uno degli ostacoli di questa Europa che si è chiusa come una fortezza. Il confine francese, presidiato dalla police nationale, resta chiuso. Una decina di manifestanti di nazionalità italiana è stata condotta in commissariato per l''identificazione e saranno denunciati per occupazione abusiva aggravata di suolo pubblico e furto di acqua ed energia elettrica. Due sono i fermi confermati, un attivista italiano e uno francese. Durante lo sgombero è intervenuto anche il Monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia, che già da settimane aveva aperto un tavolo di trattative tra i manifestanti e le istituzioni, ieri si è seduto sugli scogli con i giovani in protesta invitando la polizia a non fare cariche sugli scogli e a rendersi conto del pericolo. Il resto della giornata si è svolto senza incidenti, anche se le forze dell'ordine hanno proibito nuovi assembramenti, ostacolando il tentativo di organizzare una manifestazione di protesta.