Welfare e Sanità: le famiglie nel Lazio tagliano sulle visite mediche per risparmiare

22/10/2015 di Redazione
Welfare e Sanità: le famiglie nel Lazio tagliano sulle visite mediche per risparmiare

Censis e Unipol hanno pubblicato il rapporto Welfare Italia nel 2015, risultato di una collaborazione avviata nel 2010, col fine di alimentare il dibattito e la riflessione sul tema del welfare nel nostro Paese. Questa fase è segnata da un lato dalla perdurante crisi economica, dall'altra da un profondo ripensamento del welfare tradizionale.
L'ultima pubblicazione è un approfondimento sul caso del Lazio, che ha indagato l'approccio dei residenti nella regione verso gli strumenti integrativi di protezione sociale e sui nuovi fabbisogni dei nuclei familiari. L'indagine è stata effettuata su un campione di 451 famiglie.
Dall'osservazione dei dati, emerge già una prima e importante differenza tra il tessuto urbano di Roma e il suo interland: l'apparato pubblico presente nella Capitale è stato, fino a ora, quello meno esposto alle oscillazioni della crisi economica e ha permesso una maggiore tenuta delle famiglie. È nelle province laziali, più che in quella romana, che si registra la maggiore difficoltà delle famiglie a far fronte alle spese ordinarie.
Nel Lazio, la percentuale delle famiglie che sono riuscite a far fronte alle spese e ad accumulare qualche risparmio si aggira attorno al 12%, 4 punti sotto la media nazionale. Quella di coloro che non sono riusciti a coprire tutte le spese va dal 26,8% della provincia di Roma al 33% delle altre province del Lazio. Quest'ultima percentuale comprende sia le famiglie cronicamente in difficoltà che quelle che oggi iniziano ad accusare i contraccolpi delle crisi e vedono peggiorare la propria condizione.
Ne consegue un taglio drastico alle spese, anche a quelle considerate intoccabili fino a qualche tempo fa. Le famiglie che hanno rinunciato a visite mediche negli ultimi anni, perché ritenute troppo costose, sono state il 29,5% a Roma e il 40,9% nelle altre province della regione.
La situazione peggiora nel caso delle spese mediche più complesse: soltanto il 28,4% delle famiglie laziali, infatti, potrebbe affrontarle con relativa tranquillità, a fronte di un 56,3% che si sente fragile di fronte ad una simile eventualità e un 15,3% che, invece, si percepisce a forte rischio e sostanzialmente non in grado di farvi fronte anche perché uno dei componenti della famiglia è a rischio di perdere il lavoro.
Ben distanziate rispetto al tema della salute risultano altre questioni anch'esse particolarmente sentite, dal lavoro (il 32,4% è impensierito perché un congiunto non ha un lavoro e il 29,5% ha timore di perderlo) alla formazione dei figli (il 28,4% è preoccupato di non poter sostenere le spese per l'istruzione secondaria).
A questa incertezza sul futuro, corrisponde una lieve crescita dell'interesse delle famiglie verso strumenti per il welfare integrativo, come le assicurazioni sanitarie private o sulla vita, anche se il 54% delle famiglie ritiene che anche questi strumenti siano troppo costosi.
Tornando sulla sanità, oltre il 50% delle famiglie ha fatto ricorso alla sanità privata per via delle liste d'attesa troppo lunghe. Tuttavia, solo il 2% a Roma e il 6% nelle altre province crede che il servizio dovrebbe essere integrato con prestazioni private convenzionate e servizi di welfare integrativo: in sostanza, la popolazione del Lazio continua a volere una sanità pubblica.