23 novembre 1980: 35 anni dal terremoto in Irpinia

26/11/2015 di Redazione
23 novembre 1980: 35 anni dal terremoto in Irpinia

Sono trascorsi 35 anni da quel 23 novembre in cui la terra tremò in Irpinia, con una forza di 6,9 gradi della scala Richter. Il terremoto,  durato più di 90 secondi, provocò 2.914 morti, 8.848 feriti e 280 mila sfollati. Il sisma fu avvertito pesantemente anche a Napoli dove la gente si riversò in strada per passare la notte. Il titolo del Mattino di Napoli FATE PRESTO, è rimasto nella memoria collettiva ed è stato ripreso anche da Andy Wahrol in un trittico monumentale che continua a fare il giro nei musei del mondo. Di quei giorni si ricordano, purtroppo, i ritardi, la disorganizzazione, le tante grida dei sepolti vivi che attendevano di essere estratti dalle macerie, l'arrivo dell'allora Presidente della Repubblica Pertini coi suoi appelli alla macchina dei soccorsi. Una delle più gravi tragedie che ha sconvolto la penisola italiana nel Novecento e che ha segnato la storia e le vite degli abitanti della Campania e del Nord della Basilicata.Il tempo ha placato le furenti polemiche sull'erogazione dei fondi per la ricostruzione e sulle risorse destinate allo sviluppo industriale: complessivamente, per i comuni colpiti di Campania, Basilicata e Puglia, sono stati stanziati quasi 30 miliardi di euro (dati 2011 della Camera dei Deputati). Restano ancora code che riguardano le aree industriali della ex legge 219/81 e i fondi destinati ai Comuni. Ma resta soprattutto il ricordo dell'impegno dei sindaci nella ricostruzione e quello dei volontari di tutta Italia in uno scenario post bellico.Per la ricostruzione furono spesi oltre 50 miliardi di lire, che ancora oggi pesano nelle accise sulla benzina. Ingenti risorse a volte sprecate, come dimostrano le numerose opere incompiute sul territorio, o finite nelle tasche della mafia. A questo si affianca anche un dato positivo: oggi l'Irpinia non conserva, se non in minima traccia, i segni di quel disastro. Sono state ricostruite il 90% delle abitazioni private con punte del 100%  nel Potentino, con un finanziamento complessivo di quasi 5 mila miliardi di lire, che oggi sarebbero circa 2,5 miliardi di euro. Anche nel settore dell'industria, il grande sforzo non fu del tutto inutile. Diverse delle strutture sono ancora in attività e altre sono state avviate sulla scia di quei programmi, con la Fiat a Melfi. Anche se al Sud non è mai partito un processo di grande industrializzazione, sono tuttora in attività decine di imprenditori locali.A 35 anni dal sisma, il Parlamentare democristiano Giuseppe Zamberletti, allora commissario del Governo incaricato del coordinamento dei soccorsi, punta oggi il dito sulla politica locale e sul sistema di connivenze con la criminalità organizzata o a scopi elettorali. Zamberletti non ritiene che tutto ciò che è stato fatto debba essere demonizzato, ma quanto emerso dalla Commissione parlamentare d'inchiesta istituita nel 1990 riguardo alle irregolarità e alle speculazioni dovrebbe aiutarci a riflettere per non ripetere gli stessi errori. Le sue considerazioni portano, malauguratamente, il pensiero al terremoto che nel 2009 ha colpito la città de L'Aquila e alle inchieste, la militarizzazione e la ricostruzione raffazzonata che ne è seguita.