L’Italia in cima alla lista dei paesi sanzionati dall’UE

05/11/2015 di Redazione
L’Italia in cima alla lista dei paesi sanzionati dall’UE

Il numero delle procedure d'infrazione a carico del nostro Paese si attesta a 97, di cui 74 per violazione del diritto dell'Unione Europea e 23 per mancato recepimento di direttive. Dal 2003 ad oggi le sanzioni sono pari circa a 183 milioni di euro, già sborsati, con previsioni al rialzo considerando "l'obbligo di ravvedimento" che prevede, fino al risanamento della questione, una multa che oscilla tra i 22mila e i 700 euro al giorno. Italia e Grecia figurano in cima alla lista dei Paesi sanzionati per il totale di multe e sentenze della Corte di Giustizia.
Il processo di infrazione ha inizio con la rilevazione della violazione rispetto alla normativa UE. A quel punto, la commissione invia allo Stato Membro una lettera di "costituzione di mora" ed il Governo Nazionale ha tempo due mesi per stilare le proprie impressioni. Al termine del periodo, qualora vi sia una mancata o non soddisfacente risposta, scatta il "parere motivato". Lo Stato membro ha quindi altri due mesi per uniformarsi mentre l'UE avvia un contenzioso alla Corte di Giustizia Europea. Quest'ultima ha l'onere di decretare, entro due anni, se lo Stato è tenuto a pagare la multa o meno. L'Italia, tra il 1952 e il 2014, è arrivata in fase giurisdizionale ben 641 volte. Dando uno sguardo in dettaglio ai dati  pubblicati da OpenPolis, il 20 per cento delle 97 sanzioni attualmente pendenti  riguardano l'ambiente, in pieno trend con gli altri paesi europei. Carenze in riferimento al settore della depurazione dell'acqua (quest'anno l'UE ha inviato un parere motivato legato al ritardo) e gestione rifiuti. Urgente è la sanzione piombata negli ultimi giorni dall'UE per aver superato il quantitativo di produzione delle quote latte nel periodo 2014-2015. Sulla questione, in via eccezionale, gli agricoltori avranno a disposizione tre anni per rimborsare le autorità nazionali, senza tassi d'interesse sull'importo dovuto. Sono attualmente imputate all'Italia ulteriori 6 infrazioni sul tema emergenza migranti delle quali, solo nel 2014, se ne contano 4. Tutte ancora in fase pre contenziosa,  riguardano principalmente le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo, la situazione dei minori non accompagnati e l'estensione dell'ambito di applicazione della protezione internazionale. Nell'ultimo periodo l'esecutivo europeo ha aperto tre nuove procedure contro l'Italia. La prima riguarda la mancata assegnazione di zone speciali di conservazione, la seconda  la mancata attuazione della direttiva sui piani regionali di gestione dei rifiuti e infine l'ultima legata al settore aeroportuale. Contemporaneamente sono state chiuse cinque procedure a carico dell'Italia per adeguamento e messa in regola rispetto alle normative. Una tra queste era legata alla questione energie (violazione dei principi di libera circolazione di merci e servizi ) superata con un decreto legislativo. Tra i contenziosi già pagati troviamo invece una grande fetta legata agli Aiuti di Stato giudicati Illegali, emergenza rifiuti in Campania e scarti pericolosi o discariche abusive non bonificate. Molte delle 97 infrazioni sono recenti ma oltre il 5% risulta aperto almeno da 10 anni a danno delle casse pubbliche.