La Germania torna al regolamento di Dublino: stop ai profughi

12/11/2015 di Redazione
La Germania torna al regolamento di Dublino: stop ai profughi

Dietrofront della Germania rispetto ai recenti accordi per l'accoglienza dei profughi siriani: no alla ricollocazione e ai canali preferenziali, i profughi saranno respinti verso i primi paesi d'approdo dell'Ue, come prevede il regolamento di Dublino. Unica deroga prevista a questo principio riguarderà la Grecia, in rispetto a una sentenza della Corte europea secondo cui il paese non garantisce gli standard minimi di accoglienza per i migranti. La cancelliera Angela Merkel aveva annunciato lo scorso agosto la sospensione degli accordi di Dublino per accogliere i profughi provenienti dalla Siria. In questi mesi la macchina dell'accoglienza si era messa in moto, anche grazie all'apporto dei numerosi volontari che hanno garantito, per quanto possibile, di ridurre i disagi e i ritardi derivanti dall'improvvisa crescita dei flussi. Nonostante gli sforzi, moltissimi sono stati i problemi: fra gli altri, i gravi ritardi accumulati dagli uffici che valutano le richieste d'asilo hanno, e molti migranti ridotti a dormire in strada in attesa di trovare posto in una struttura in grado di accoglierli. Per capire l'entità del fenomeno, basti pensare che un quarto del milione di richieste d'asilo presentate in Europa tra gennaio e ottobre 2015 sono arrivate in Germania.Accanto alla disponibilità di molti volontari e alla riscoperta della Willkommenskultur in un senso nuovo, la Merkel ha dovuto affrontare in questi mesi l'attacco frontale delle destre e dell'ala più conservatrice del suo partito, soprattutto del Sud, tanto da guadagnarsi il soprannome di "Mutti", vezzeggiativo di Mutter (madre). Se la destra xenofoba più estremista può essere ridotta - per fortuna - a poche decine di militanti, i sondaggi davano la Merkel in caduta libera, mentre la destra antimmigrati continua a guadagnare consensi. Alla notizia è seguito subito il plauso del Ministro dell'Interno austriaca Johanna Mikl-Leitner, che ha dichiarato "la Germania è tornata alla ragione e al senso delle proporzioni". Il dietrofront è un atto politico che scatenerà sicuramente delle reazioni, soprattutto in Italia e per diverse ragioni: la prima è che la penisola italiana è una delle mete principali degli sbarchi via mare, soprattutto dal momento in cui la Grecia è esclusa dall'applicazione di Dublino. La seconda riguarda i confini a Nord Est: come si è visto nel caso dell'Ungheria e poi della Croazia e della Slovenia, la chiusura delle frontiere non provoca una limitazione dei flussi, ma un loro spostamento. Così l'emergenza è stata sempre costante negli ultimi mesi e si è semplicemente spostata da un confine all'altro a seconda delle leggi speciali varate o dell'intensità dei presidi militari ai confini. Il Giornale di ieri, noto quotidiano della destra più conservatrice, già paventava la possibilità di un'invasione del Friuli, dove arriveranno tutti i "respinti di Frau Merkel".