Maltempo: novembre in Codice rosso, dopo la Campania emergenza in Calabria e Sicilia

05/11/2015 di Redazione
Maltempo: novembre in Codice rosso, dopo la Campania emergenza in Calabria e Sicilia

Seicento millimetri di pioggia in 48 ore e venti che hanno raggiunto gli 80 chilometri orari. Sono alcuni dei dati registrati dal Centro funzionale Multirischi dell'Arpacal, l'Agenzia Regionale per l'Ambiente relativi alla perturbazione che ha interessato  la Calabria. Il 1 Novembre 2015 le forti piogge hanno causato un considerevole innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d acqua e mareggiate lungo le coste sul versante ionico. L'esondazione del torrente Feruzzano, nella Locride, ha causato enormi disagi alla linea ferrata, distruggendone una parte. Frane, smottamenti e strade allagate hanno rallentato di ore l'arrivo dei soccorsi nelle zone più colpite e molti comuni sono rimasti isolati o semi-isolati per l'intera giornata: Platì, Feruzzano e Bruzzano, Sant'Agata del Bianco e Caraffa del Bianco. Molteplici gli interventi dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Forti disagi si sono registrati su tutta la viabilità regionale con chiusure a tratti anche delle principali arterie. La piena del Torrente, a Pettogallico, ha danneggiato la condotta idrica comunale con il conseguente disagio nell'erogazione idrica nelle zone di Villa San Giuseppe, Modenelle, Arghillà. Anche l'agricoltura ha subito numerosi danni, uliveti e coltivazioni di bergamotto della zona completamente sommerse da fango. Isolate alcuni aziende agricole a causa delle frane. Non risultano invece persone disperse; l'unica vittima dell'ondata di maltempo rimane un uomo, quarantenne di Taurianova, rimasto travolto dalla piana del torrente San Nicola. La perturbazione ha colpito nelle stesse giornate del 1 e 2 Novembre anche la Sicilia. Danni e disagi si sono registrati a Catania e provincia. Strade e scantinati allagati, tetti scoperchiati e pali della luce divelti. Situazione complessa ma che sarebbe potuta degenerare in tragedia se solo consideriamo il livello di cementificazione che politiche scorrette continuano a far proliferare in zone ad alto rischio.  L'intera città di Reggio sarebbe stata costruita, secondo un indagine del 2009 portata avanti dalla commissione comunale, in maniera del tutto illegale. Il termine illegale risulta pertinente dal momento in cui l'abusivismo vieni legalizzato attraverso la strategia dei condoni che negli anni sessanta e settanta hanno consentito un urbanizzazione disordinata e incontrollata.  Viene quindi da domandarsi come sia stato possibile, ad esempio, edificare una Casa dello Studente della facoltà di architettura nell'alveo del torrente oppure una superstrada o ancora un Centro Sportivo. Una discarica o il Palazzo di Giustizia sorto  vicino alle Fiumare. A Reggio appartiene il record nazionale di ordinanze di demolizione non eseguite e la realtà presenta numeri preoccupanti. Lungo la costa si registra un abuso ogni 100 metri, oltre 5 mila in tutta la regione e più di 2 mila nella sola provincia di Reggio. Non è difficile pensare cosa sarebbe potuto accadere se la pioggia, che ha messo in ginocchio la Locride,  fosse caduta proprio nelle vicinanze della città.