Migrazioni interne: Presentazione “Rapporto 2015 Tempo di cambiare”

12/11/2015 di Redazione
Migrazioni interne: Presentazione “Rapporto 2015 Tempo di cambiare”

L'Istituto  di Studi sulle società del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Issm-Cnr) di Napoli ha presentato l'11 Novembre a Roma, presso il Cnr, il Rapporto 2015 sulle migrazioni interne in Italia che conferma l'aumento dei movimenti di popolazione interna. Nel 2013 in Italia 1.362.000 persone si sono trasferite in un altro comune, oltre mezzo milione sono migrate in un'altra provincia. Il dato messo in luce dal rapporto è la rilevanza del flusso di persone che si spostano verso il Mezzogiorno rispetto a coloro che si muovono da Sud a Nord. Dato decisamente in controtendenza rispetto alle migrazioni interne che storicamente hanno interessato il nostro paese. Altre cifre interessanti sono quelle che fanno riferimento al  numero di italiani e stranieri (rispettivamente 216.538 italiani e 76.038 stranieri) che si sono spostati all'interno delle province del Centro-Nord. I trasferimenti tra province, che hanno ovviamente più 'valore migratorio', rappresentano circa il 40% del totale e attestano un aumento della mobilità: da 486.000 nel 2003 a 543.677 nel 2013. Risulta comprensibilmente che gli stranieri hanno una maggiore tendenza a spostarsi: nel 2013 l'hanno fatto 53,5 persone su mille, a differenza dei 20 italiani. Risulta, in merito alla questione di genere, che tra gli italiani coloro che maggiormente si spostano sono gli uomini mentre tra gli stranieri a spostarsi sono le donne, soprattutto tra i 44 e i 54 anni. Per quanto riguarda il lavoro agricolo, al Sud il numero di lavoratori stranieri è passato dai 66.044 del 2007 ai 129.574 del 2013, con aumenti del 500% in Sicilia e del 400% in Basilicata.Il Rapporto 2015 evidenzia in conclusione, attraverso le riflessioni di studiosi di demografia, storia, antropologia, sociologia, linguistica e informatica, le diverse conseguenze dello spostamento di popolazione sul piano sociale, economico e culturale. Dalla trasformazione della lingua e dei dialetti a quella in ambito politico, sociale e istituzionale. "Tempo di cambiare" fornisce, quindi, un ulteriore approfondimento sull'attuale tema migrazione interna.