Roma fra piani sicurezza e Giubileo alle porte

26/11/2015 di Redazione
Roma fra piani sicurezza e Giubileo alle porte

È entrato in vigore lunedì 23 novembre il piano per la sicurezza della Capitale predisposto dal questore di Roma Nicolò D'Angelo, due settimane prima dell'avvio del Giubileo della Misericordia proclamato da Papa Francesco, previsto per l'8 dicembre. Il piano, che impiegherà oltre 2 mila agenti, prevede un incremento del pattugliamento delle aree periferiche e un nuovo sistema di controllo sui mezzi pubblici della città e tutto il trasporto urbano. Sono 30 le pattuglie che Prefettura e Questura hanno deciso di destinare al controllo degli autobus di Roma. Dopo avere dislocato quasi tutti i 700 militari inviati di rinforzo dal Viminale a presidiare le fermate di metro A, B e C, il piano sicurezza per il Giubileo prevede controlli potenziati anche a bordo delle navette di Atac. Saltato definitivamente il piano immaginato dall'ex assessore ai Trasporti, Stefano Esposito, di mandare a bordo dei mezzi pubblici vigilantes armati, si è deciso di rafforzare la presenza delle forze dell'ordine sul trasporto pubblico di superficie. Dispositivi ad hoc invece, per i cosiddetti obiettivi sensibili: l'accesso a Piazza San Pietro sarà regolato dalla presenza di 30 varchi, dove sarà impiegato un sistema di rapiscanner. Non solo i pellegrini sono al centro delle misure per la sicurezza: è previsto un controllo maggiore per i luoghi della movida, i locali e i concerti. Controlli più stringenti e capillari anche allo stadio. Preoccupazione desta invece il notevole ritardo che sta interessando il "decreto Happy Days", presentato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi lo scorso 13 novembre. Il decreto, approvato in Consiglio dei Ministri, prevede fondi per il dopo-Expo, le ecoballe della Terra dei Fuochi, infrastrutture sportive per le periferie e 200 milioni destinati a Roma per il Giubileo imminente. Nonostante l'urgenza - che dovrebbe giustificare il ricorso a un decreto legislativo -, alla presentazione del decreto non è seguita nessuna azione concreta. Un decreto che era già stato presentato in modo vago, con 900 milioni di Euro divisi in 12 diversi interventi, senza specificare i criteri di divisione se non a grandi linee. Secondo quanto riferito dal Fatto Quotidiano, il decreto non sarebbe andato in pre-Consiglio (la riunione tecnica che dovrebbe servire a preparare le leggi) e nel Consiglio dei Ministri è stato presentato solo per titoli.