Si avvicina la XXI Conferenza mondiale del clima: verso l’accordo mondiale sulle emissioni?

05/11/2015 di Redazione
Si avvicina la XXI Conferenza mondiale del clima: verso l’accordo mondiale sulle emissioni?

Si terrà a Parigi dal 30 all'11 dicembre la COP21-Ventunesima Conferenza sul Clima, organizzata dalla Convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), un trattato voluto dalla Conferenza sull'ambiente e sullo sviluppo delle Nazioni unite (Unced). Dopo oltre 20 anni di mediazioni quest'anno si intende formalizzare un accordo condiviso e accettato da tutte le nazioni che vi parteciperanno, Italia inclusa. Un appuntamento importante, deve condurre ad un accordo internazionale sul clima che limiti il riscaldamento globale sotto i 2 ° C.
Le linee guida sui temi che saranno affrontati a Parigi sono state pubblicate a inizio ottobre dall'ONU. Un documento poco convincente visto che ha fatto una sintesi delle prime bozze molto più corpose. Però rimane lo scopo di essere vincolante per tutti i Paesi partecipanti. Impegni che se sottoscritti obbligheranno i Paesi ad essere monitorati ogni cinque anni, a presentare dei piani misurabili e attuabili per raggiungere gli obiettivi finali. Tra i Paesi che presenzieranno alla conferenza sul clima c'è chi mostra più determinazione di altri: tra i primi figurano le terre scandinave, già avanti nella riduzione delle emissioni che causano l'effetto serra mentre, tra i più disinteressati, ci sono Iran e Arabia Saudita, grandi produttori di petrolio. Più in generale 49 dei 195 Paesi partecipanti non hanno presentato i propri piani e progetti entro il primo ottobre, termine ultimo imposto per potere affrontare la discussione nel migliore dei modi. L'Italia è tra i paesi più sensibili e anche il Ministro dell'Ambiente Galletti ha dichiarato la ferma intenzione dell'Italia a garantirsi un posto tra i paesi più inclini a chinarsi con serietà sui cambiamenti climatici e, più in generale, sui temi legati all'ambiente.
Altro tema centrale sarà quello relativo ai 100 miliardi di dollari annui stanziati per risarcire i paesi (di norma i più poveri) i quali, pure emettendo poche o nulle sostanze nocive, ne subiscono le conseguenze. Ovviamente sappiamo bene che 100 miliardi non sono sufficienti a combattere il riscaldamento globale. Uno dei buoni esiti del summit sarà anche la copertura mediatica, consideriamo che ad esempio, solo il 29% degli italiani sa cosa sia e quali scopi abbia la conferenza Cop21. Il successo del Summit sarà quello di dover creare una sinergia tra tutti i Paesi partecipanti e quindi una lotta efficace in favore dell'ambiente.

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