Ticket più cari e servizi sanitari peggiori: vita nelle Regioni in deficit

05/11/2015 di Redazione
Ticket più cari e servizi sanitari peggiori: vita nelle Regioni in deficit

29 milioni di assistiti in Italia pagano addizionali più elevate e ticket più cari a fronte di servizi sanitari peggiori: si parla degli abitanti di Lazio, Campania, Molise, Abruzzo, regioni commissariate o sottoposte a un piano di rientro a causa dei disavanzi accumulati dalla sanità pubblica. A queste si aggiungono anche Piemonte, Puglia e Sicilia per cui corre l'obbligo di sottostare a un rigido piano di rientro. Le regioni colpite dai tagli hanno chiesto un incontro con il premier Matteo Renzi, a cui intendono ribadire l'insostenibilità dei tagli che solo nella sanità, negli ultimi 5 anni, hanno eroso alle Regioni 14,7 miliardi.
La situazione finanziaria dei servizi sanitari regionali è preoccupante: su 108 aziende ospedaliere in Italia, sono 31 quelle che hanno chiuso in rosso il bilancio del 2014. Un deficit cronico che riguarda  quasi un'azienda ospedaliera una su tre. Il record negativo è quello Quasi una su tre, con il record di 158 milioni del San Camillo-Forlanini di Roma. Si aggiunga che almeno 24 aziende rischiano di finire sotto il piano di rientro in base ai criteri della legge di Stabilità.
Il presidente della Regione Piemonte Chiamparino rassicura di non essere alla ricerca di disfide di Barletta o di bracci di ferro con l'Esecutivo,  ma chiarisce che si tratta di una questione di scelte politiche, oltre che esigenze di bilancio: il taglio continuativo del Fondo sanitario nazionale e gli ulteriori risparmi richiesti, sono centralizzati per finanziarie permanentemente la riduzione delle imposte sulla prima casa. E ancora: "Il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale per il 2016, previsto nel Patto per la salute, era pari a 115,4 miliardi, ora è di 111", scrivono nero su bianco nel documento presentato alle Commissioni Bilancio congiunte Senato e Camera.
Chiamparino ha ribadito, intervenendo in Consiglio regionale, che i tagli dal 2017 al 2019 mettono a rischio la sopravvivenza stessa del sistema Regioni e ha confermato proposito di dimettersi da presidente della Conferenza delle Regioni.
Bisogna anche precisare che il miliardo in più previsto per quest'anno è già impegnato: circa 800 milioni saranno necessari per garantire i livelli essenziali di assistenza, mentre i restanti 200 milioni di euro dovrebbero coprire rispettivamente il rinnovo contrattuale del settore, il fondo vaccinazioni, il fondo per emotrasfusi e, infine, la dotazione per i farmaci salvavita.