Verso un buon ma difficile 2016, a tutti noi e tutti gli ultimi della Terra

30/12/2015 di Redazione
Verso un buon ma difficile 2016, a tutti noi e tutti gli ultimi della Terra

Durante la settimana che anticipava Natale, la Basilica di S. M. Maggiore è stata predisposta per il Giubileo: sono comparsi  sistemi di sicurezza che chiudono il libero accesso e filtrano l'ingresso alla Basilica con un metal detector, comunicando  questa "condizione di sicurezza" anche attraverso la presenza di PS, CC ed Esercito. Nei giorni di Natale, la presenza a S. Pietro dei cittadini romani, dei turisti e dei pellegrini giubilari è risultata nettamente inferiore rispetto alla media registrata nei mesi estivi e nelle iniziative dello scorso anno. A Capodanno, contrariamente a quanto precedentemente previsto dal Commissario Tronca, si terranno 4 iniziative ai capolinea delle 2 linee Metro e si terrà anche il consueto concertone al Circo Massimo. Questi  pochi aspetti rendono evidente quanto possano cambiare le situazioni in cui viviamo ed operiamo.
Altra analisi, più puntuale e complessiva, si basa su elementi forti come le caratteristiche, le percentuali, i settori produttivi e le localizzazioni della ripresa economica e soprattutto, dove e quanto essa si evidenzia, come ne restano escluse buone parti del paese che ancora nel 2015 restano prevalentemente quelle del Mezzogiorno. Inoltre altro punto è quello su come procedano  le amministrazioni locali, a partire da Milano dopo l'Expo, e di come vada configurandosi la qualità del sistema paese sino alle attività legislative del Parlamento e alle iniziative del Governo.
Per quanto riguarda più direttamente Roma, quali e quante delle "consolidate forme di welfare" sono attive in questo passaggio d'anno, come evidenzia, ad esempio,  la fine degli interventi per la scolarizzazione Rom da giugno 2015.
Si chiude così il 2015, anno molto importante, anche per capire il futuro visto il 30° anno di attività di FOCUS-Casa dei Diritti Sociali. Un anno fa avevamo delle aspettative rispetto all'anno che sta per finire e sicuramente l'arco delle attese era molto più articolato in ognuno di noi e tra di noi. Ed oggi e per il 2016, la  qualità e i valori, le capacità di programmazione e di specificazione, si sperimentano e si manifestano più chiare forti e di prospettiva.
Nelle due giornate realizzate nel teatro dell'IC Daniele Manin, il 3 e il 4 dicembre, dedicate a "ISTRUZIONE, FUTURO, INTERCULTURA" abbiamo potuto anche approfondire cosa ci aspetta nel 2016.Durantela mattina del 3 dicembre abbiamo realizzato con oltre 200 ragazzi della scuola una azione di conoscenza e avvio dei laboratori interculturali; al pomeriggio abbiamo presentato il calendario 2016 "Today, Tomorrow, to Nino" e le attività di sviluppo di questo nostro progetto, vista la partenza della programmazione delle iniziative fino al 2017. Durante la mattina del 4 dicembre abbiamo avviato con "Diritto d'Asilo: dalla procedura normata agli hotspot"  le riflessioni e le innovazioni necessarie dopo le oltre 200mila accoglienze di richiedenti asilo e migranti realizzate in due anni dal nostro paese. Il pomeriggio con "Integrazione linguistica dei migranti nella capitale: rapporti e sinergie tra le scuole pubbliche e le scuole delle associazioni di volontariato" abbiamo avviato il primo passo di una notevole innovazione da mettere  a punto dall'inizio del nuovo anno. Adesso bisognerà concentrarsi su quante e su quali ore disponibili  sarà curato tutto questo (e non solo)? Con quante e quali risorse si potrà sorreggere il realistico programma di lavoro che si profila (e il suo sviluppo)? In quali forme converrà strutturare il prosieguo e la innovazione di qualificate capacità operative in consolidamento (e da innovare)? Come sapremo far  evolvere la qualità delle nostre responsabilità? Il terreno principale su cui va decisamente aggiornato il nostro piano di analisi e programmazione resta comunque quello di partire da cosa accade, come interpretarlo e come poterlo-saperlo gestire: guardiamo a tal fine in cosa e come è cambiato il mondo in cui realizziamo i nostri programmi. Nel 2015 un afflusso di un milione di migranti-richiedenti asilo nei Paesi UE incentrati prevalentemente su alcuni percorsi evidenziati e strutturati e concentrati e sospesi a ridosso dei confini come a Ventimiglia sugli scogli dei Balzi Rossi al confine con la Francia, come ai confini tra Serbia e Ungheria, come i settemila ancora in questi giorni a Calais: a) una rotta terrestre dispersa, diffusa e molto mirata da Est e Sud Est e solo in parte evidenziati dalle file ai confini e negli attraversamenti delle regioni dell'Europa orientale; b) la rotta mediterranea tra le coste libiche (ma non solo) e la Sicilia (ma non solo) con oltre 100mila persone accolte; c) trasbordi tra coste ed isole turche e isole e coste greche su cui si è più recentemente sensibilizzato il sistema di informazione; d) una rotta dispersa e diffusa tra il Nord Africa e le coste europee a partire da quelle spagnole e fino alle sue isole atlantiche; e) arrivi di varia natura attraverso rotte aeree e normali collegamenti navali attraverso varie triangolazioni. Le diversità culturali e gestionali della prima accoglienza e l'orientamento prevalente dei migranti e richiedenti asilo a raggiungere i paesi nord europei sono i principali caratteri distintivi dei complessi processi migratori in atto. L'inaccettabile numero delle vittime, spesso troppo giovani, e le forme di gestione delle emergenze sono variamente  combinati con la complessità di processi migratori troppo spesso intrisi, se non direttamente gestiti, da determinati gruppi economico-affaristici. Questo milione di persone giunto in Europa, ed in attesa di una efficace accoglienza, ha conosciuto relazioni diverse e interattive e condizionate da  vari gruppi, forti e di potere, e dei paesi di partenza e dei paesi attraversati e di quelli di arrivo.
Da novembre è divenuta evidente una presenza della Russia nel mediterraneo. A differenza delle precedenti condizioni di agibilità nell'area mediterranea a chiusura del 2015 Marina ed Aeronautica russe sono evidentemente impiantate nel Mediterraneo ed agiscono ed intervengono su scala regionale, ma in piena autonomia ed interrelazione anche armata a partire dalle basi presenti sul suolo e nelle acque siriane. Oltre alle ricadute sulle piste delle sperimentazioni di accordi e nuovi assetti regionali questa presenza e pista tendenziale si accompagna ad altre e più forti presenze delle grandi potenze, a partire dagli USA e dalla GB. Notevoli sono poi intrecci, sovrapposizioni, esclusioni ed esiti  determinati insieme ad altri processi di "internazionalizzazione" del mare nostrum.  Dal raddoppio della capacità operativa del Canale di Suez al controllo cinese del porto del Pireo. E' aperta una fase di conoscenza e di capacità di considerazione e di analisi e di relazione sulle  qualità dei sistemi dei paesi del Mediterraneo Orientale (Turchia, Libano, Israele, Gaza) e  del Nord Africa (Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco). E va assunta una capacità di conoscere anche le seconde linee che concorrono, nel sistema di relazioni con l'UE e con l'Italia, a determinare la regione mediterranea e dall'Asia (Giordania, Iran, Iraq, e Paesi della penisola arabica) e dall'Africa (Eritrea, Etiopia, Somalia, Paesi del Sahel ed oltre). Ad oggi vanno confermandosi  le forme che prenderà la presenza della Marina Militare italiana  nel Canale di Sicilia e più in generale nel Mediterraneo. Nel 2016 l'Italia sarà presente con propri contingenti  militari oltre che in Libano ed Afganistan  anche a  Mosul e in Libia.   Queste considerazioni, unitamente a quelle sviluppate nei due punti precedenti sono sufficienti a rappresentarci un contesto molto diverso da quello che ha connotato, fino al 2000 e cioè a quindici anni fa, il ruolo internazionale del nostro paese. Considerando poi come interagiscano con le situazioni locali del nostro paese queste situazioni in evoluzione abbiamo chiaro quanto occorra conoscere e considerare un quadro evolutivo molto complesso. La tenuta e le trasformazioni e dell'UE e della moneta unica sono  infine banchi di prova pesanti .Con queste condizioni e su questi passaggi costruiremo il miglior 2016 e le migliori condizioni per lo sviluppo dei diritti sociali in un quadro di difficoltà crescenti, per noi, per il nostro paese  e per tutti gli "ultimi" della nostra Terra.