Apple Italia, accordo raggiunto tra il colosso americano e il fisco italiano

30/12/2015 di Redazione
Apple Italia, accordo raggiunto tra il colosso americano e il fisco italiano

Dopo mesi di trattative, il 29 dicembre Apple Italia ha finalmente trovato un accordo con il fisco italiano. L'amministratore delegato Enzo Biagini, al quale era stato inviato nel mese di Marzo l'avviso di garanzia dal procuratore aggiunto Francesco Greco e il pm Adriano Scudieri, ha staccato un assegno da 318 milioni di euro. Questo quanto richiesto nei verbali di accertamento per l'accusa di evasione fiscale a scapito dell'Erario per omessa dichiarazione dei redditi dal 2008 al 2013 che, secondo le accuse, sfiora il miliardo di euro. Come sia stato possibile? In Italia, come nel resto d'Europa, la Apple fa riferimento alla società irlandese con una fiscalità decisamente più favorevole per l'azienda rispetto a quella italiana. Nell'avviso di garanzia però i pm hanno sottolineato che le operazioni di vendita svolte sul territorio italiano per conto di "Apple Sales International" sono svincolate dalle attività ausiliarie e per questo devono esser sottoposte alla normativa fiscale vigente in Italia. Infatti, Apple Italia avrebbe dovuto svolgere solo una sorta di consulenza alle vendite di Apple Sales International (dal 2012 sostituita da Apple distribution international), ma secondo quanto ricostruito dagli inquirenti avviene tutt'altro: i venditori hanno ampia autonomia e dispongono di tutti i poteri per seguire l'intero ciclo di vendite, dagli ordini alla consegna, contrattando prezzi e sconti per tutti i clienti, dai più piccoli ai più grandi. Si tratterebbe di un'attività ulteriore e parallela rispetto a quella di mero supporto alle vendite. Da qui, il calcolo degli 880 milioni di Ires evasa.  Sotto accusa l'amministratore delegato di Apple italia, Enzo Biagini e il direttore finanziario Mauro Cardaio per  omessa dichiarazione dei redditi. Con loro, Thomas Michael O'Sullivan, responsabile delle società di diritto irlandese Apple sales international Inc ed Apple distribution international Inc. L'accordo con il fisco non cancella la posizione processuale dei tre manager