Cop21: Accordo raggiunto, soluzione trovata?

17/12/2015 di Redazione
Cop21: Accordo raggiunto, soluzione trovata?

Sabato 12 dicembre si sono spente  le luci sul vertice ambientale di Parigi. Accordo raggiunto tra i 21 Stati. A dividere i partecipanti in queste giornate sono stati diversi temi, dalla salvaguardia delle foreste ai meccanismi per controllare gli impegni nazionali sulle emissioni di CO2. Ma la vera partita si è giocata  attorno all'obiettivo di limitare il riscaldamento globale. I negoziatori della Cop21 a Copenaghen nel 2009 ebbero il mandato di arrivare a un consenso su un massimo di 2 gradi, soglia al di là della quale i disordini climatici sarebbero diventati  incontrollabili. Ma i paesi più vulnerabili, in particolare gli stati insulari minacciati dall'innalzamento delle acque, chiedevano che questa soglia fosse abbassata a 1,5 gradi. Dal vertice sul clima di PARIGI 2015 l'impegno è stato mantenuto: contenere l'aumento della temperatura globale del pianeta ben al di sotto dei 2°C, perseguendo idealmente il goal di +1,5°C in linea con l'Ipcc e le ultime ricerche scientifiche.  Il resto dell'accordo appare però poco coerente con l'obiettivo. Secondo le conclusioni dell'Ipcc, per limitare il riscaldamento a 2°C i paesi maggiormente industrializzati dovrebbero tagliare le emissioni rispetto al 2010 del 40-70% entro il 2050. Per raggiungere il target di 1,5°C il taglio dovrebbe essere più sostanziale, tra il 70 e il 95% entro il 2050. Possibile? Da un lato appare chiara l'intenzione di abbandonare gas, petrolio e carbone per far spazio ad un futuro destinato alle energie rinnovabili ma dall'altro nel testo non vi è traccia del concetto di "decarbonizzazione", totale abbandono dei carburanti fossili, sostituito con più generali obiettivi che parlano di "bilanciamento tra emissioni antropogeniche e eliminazione delle stesse nei sink biosferici (oceani e foreste). Non è stato stabilito come, quando, con quali criteri e con quali vincoli saranno predisposti. Altro nodo importante delle giornate di Parigi è stata la differenziazione di responsabilità storica tra Paesi  sviluppati e Paesi in via di sviluppo: i paesi sviluppati dovranno fornire le risorse finanziarie ai paesi in via di sviluppo per attuare questo processo.  I 100 miliardi l'anno a partire dal 2020 sono un punto di partenza e ulteriori fondi devono essere stanziati entro il  2025. Confermato il meccanismo di Varsavia per la valutazione delle perdite e dei danni subiti in alcuni paesi a causa del riscaldamento globale, escludendo la possibilità di individuare i responsabili o l'eventuale risarcimento. Si è discusso molto sulla trasparenza e la revisione che i singoli Paesi dovranno mettere in campo  per garantire l'obbiettivo prefissato. Si prevede la revisione da parte della Cop stessa dei progressi relativi a questo accordo e  una rivalutazione degli impegni individuali ogni 5 anni a partire dal 2023. Ma quanto è vincolante in senso giuridico questo accordo? Sono previste sanzioni per gli Stati i quali non rispetteranno quanto sottoscritto? Assolutamente no. L'accordo firmato è legalmente vincolante in quanto è stato sottoscritto fra uno o più Paesi ma non è prevista alcuna implicazione diretta rispetto al grado di vincolo dell'accordo. Per chiarire, trattandosi di un testo negoziale finale è a tutti gli effetti un accordo  internazionale perciò considerato soft low, rispetto al quale nessuno Stato è obbligato a rispettare tutti i punti sottoscritti. Un testo, in sintesi, molto più debole rispetto a quanto alcuni invece auspicavano ma che ha di certo l'onere di aver rimesso alle luci della ribalta un tema, quello dell'ambiente e del clima, fondamentale per la sopravvivenza di tutti seppure per qualche settimana. Ora spetta ai governi , da adesso al 2020, rispettare gli accordi presi a Kyoto e a Doha già negli anni scorsi. Per quanto riguarda l'Italia, si comincerà a lavorare ai progetti previsti dagli accordi bilaterali partendo dal trasferimento fondi alla Banca Mondiale per progetti in Africa per la produzione di energia elettrica "off-grid" che coinvolgono villaggi non raggiunti dalla rete principale.