Cop21, aggiornamenti da Parigi

10/12/2015 di Redazione
Cop21, aggiornamenti da Parigi

I temi che hanno dominato la giornata della Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite a Parigi del 1 Dicembre sono state la lotta al terrorismo e la lotta per limitare il  riscaldamento globale. Tematiche  connesse se si pensa  che la conseguenza diretta dell'aumento della temperatura globale è l'inasprimento dei conflitti e l'aggravare della povertà. Nel primo giorno di negoziati ben 11 nazioni sviluppate, tra cui il Regno Unito, la Francia e gli Stati Uniti si sono impegnate a costruire un fondo destinato ai paesi più poveri del mondo per aiutarli a superare i forti impatti climatici. Un'iniziativa condotta dagli Stati Uniti vuole inoltre promuovere la ricerca e lo sviluppo di tecnologia pulita, coinvolgendo Arabia Saudita, Cina, India e altri 16 paesi. Questo progetto, annunciato da Obama, nell'arco di 5 anni potrebbe offrire una cifra stimata di 20 miliardi di dollari. Uno slancio mai visto nelle precedenti 20 COP. Nella seconda giornata  gli argomenti principali della discussione sono stati gli accordi siglati  a settembre i Sustainable Development Goals per un'agenda sostenibile, sottolineando come la COP21 sia l'occasione per creare una piattaforma politica che consenta a tutti di lavorare verso un unico obiettivo. In particolare Ban Ki Moon ha auspicato il raggiungimento di un Accordo contenente i seguenti quattro criteri: durabilità, dinamicità, solidarietà e credibilità. La terza giornata è stata dedicata ai paragrafi della COP Decision: mitigazione (Il gruppo di lavoro ha raggiunto un accordo su un nuovo testo, in particolare riguardo agli obiettivi a lungo termine e gli impegni individuali),adattamento, finanza, trasparenza delle azioni( azioni ed impegni economici), global stocktake (dovrà definire modalità e tempistiche di un futuro "punto della situazione" sull'andamento dei lavori del futuro accordo di Parigi). La mattinata del quarto giorno si è aperta con una discussione sui contributi nazionali volontari (INDCs), relativamente ad un dialogo di facilitazione che nel 2018-2019 dovrà fare un primo bilancio dell'andamento degli stessi. E' stato discusso poi un eventuale rapporto che l'IPCC dovrebbe consegnare nel 2018 o 2019 sull'impatto di lungo periodo dell'innalzamento delle temperature, al quale alcuni paesi sono propensi a coinvolgere gli esperti dell'IPCC. Infine, si è parlato del futuro della piattaforma ADP, il cui compito era di raggiungere un accordo qui a Parigi e che quindi vedrà il proprio mandato esaurirsi in questa conferenza. In sostituzione, è stata annunciata la creazione dell'APO ("Ad hoc Working Group on the Paris Agreement), che a partire dal 2016 avrà lo scopo di preparare l'entrata in vigore dell'Accordo di Parigi e di convocare la prima sessione della Conferenza delle Parti aderenti all'Accordo di Parigi (CMA). Il quinto giorno è nato il programma più ambizioso della COP21 per tagliare le emissioni e contrastare il cambiamento climatico.  Gli autori della proposta più progressista sono i 20 paesi del Climate Vulnerable Forum(CVF), tra cui Filippine, attuale Presidente, e Costa Rica, che nel pomeriggio della stessa giornata hanno ricevuto il premio "Ray of the day" da parte del Climate Action Network, la più grande piattaforma che riunisce le ONG del settore climate change. L'obiettivo del Climate Vulnerable Forum è di mantenere il riscaldamento globale sotto il tetto di 1,5 gradi entro il secolo (contro i 2 gradi dell'UE e di gran parte degli altri paesi) e allo stesso tempo di completare la decarbonizzazione entro il 2050 (contro il 2100 dell'UE). Negli scorsi due incontri di COP21 è uscito un comunicato stampa  che fa chiarezza sull'andamento delle giornate. Sono quattro i punti fondamentali oggetto dell'intesa giunti a questo punto: il primo riguarda l'accordo che sia vincolante, giusto, inclusivo, ambizioso, duraturo e dinamico. Il secondo è un obiettivo a lungo termine che risulti in linea con le condizioni poste dalla scienza (ovvero di 1.5°C, ndr), il terzo punto è un sistema di trasparenza e contabilità per verificare l'attuazione degli impegni nazionali ed Un meccanismo di revisione quinquennale per incrementare adeguatamente i livelli di ambizione individuali e collettivi. Questo inatteso connubio fra paesi sviluppati ed in via di sviluppo manda un chiaro messaggio all'altro principale schieramento, rappresentato da Cina, India, Arabia Saudita ed in generale dagli LMDCs (Like Minded Group of Developing Countries), con gli altri paesi parte dell'Umbrella Group (Australia, Canada, Giappone, Russia, Nuova Zelanda) ora nella difficile condizione di dover scegliere assieme a quale gruppo schierarsi. E mentre voci di corridoio parlano già di un'Arabia Saudita pronta ad accettare il target di 1.5°C(contro quello di 2°C, da loro preferito) in cambio dell'eliminazione dei riferimenti alla de-carbonizzazione dell'economia, al contrario i paesi più vulnerabili potrebbero vedersi costretti a rinunciare a decisioni ambiziose relativamente al meccanismo di compensazione "Loss and Damage".