Danimarca: Gioielli, soldi e beni personali in cambio di assistenza

23/12/2015 di Redazione
 Danimarca: Gioielli, soldi e beni personali in cambio di assistenza

Negli ultimi mesi, la Danimarca ha assunto una posizione piuttosto dura nei confronti dei rifugiati. Da quando, a giugno di quest'anno, il Partito Liberale di centro destra ha formato un governo di minoranza, la Danimarca sembra tirarsi indietro sulla questione accoglienza: leggi pensate per scoraggiare i migranti, rigidi tagli dei sussidi per i rifugiati (circa del 50%), restrizioni al diritto di residenza e una campagna di informazione diramata ai giornali libici, nel mese di settembre, in cui venivano elencati tutti i fattori per non scegliere la Danimarca come destinazione. L' esplicita retorica anti-immigranti portata avanti dal partito di estrema destra e xenofobo DPP (Partito della Popolazione Danese) a sostegno del Partito liberale non ha remato a favore di strategie funzionali all'emergenza e, negli ultimi giorni, il governo del primo ministro Lars Løkke Rasmussen sta discutendo un ennesimo passo, ancora più estremo, per contrastare l'arrivo dei migranti. Si tratta di un disegno di legge che a Gennaio andrà al voto al Folketing, il Parlamento di quella Danimarca classificata dall'Onu primo paese al mondo per qualità della vita e che prevede la perquisizione da parte della polizia dei bagagli e la confisca di contanti e oggetti di valore "considerevole" a partire da 3mila corone (circa 400 euro). Secondo il ministro dell'integrazione Inger Stoejberg, questa proposta avrebbe lo scopo di finanziare, rivendendo i beni, l'assistenza per i profughi che, in numero crescente, si riversano nel paese mettendo a rischio le misure di accoglienza previste. Viene quindi da chiedersi se il susseguirsi di muri, barriere, polizia, filo spinato, requisizioni, detenzioni, possano invece rappresentare, secondo i paesi europei, strumenti utili per raggiungere un buon livello di accoglienza e integrazione. Secondo alcuni esperti, il disegno di legge fungerebbe  da  avvertimento, un ulteriore modo per disincentivare l'arrivo di coloro che, fuggendo da guerre e persecuzioni, si troverebbero  a subire l'ulteriore minaccia di esser privati anche dei pochi beni a disposizione, nel caso non ne siano privi. Tante le polemiche e le critiche al riguardo ma la Danimarca non sembra fare un passo indietro: anche per i  cittadini Danesi che fanno ricorso al welfare è prevista una sorta di auto tassazione attraverso il disfacimento dei propri beni. Peccato però che, in quel caso, la legge fa riferimento a beni di lusso o grandi patrimoni. Non certo a gioielli. La misura appare quindi spaventosa  e pone l'intera Europa difronte  alla drammaticità del presente, all'inadeguatezza dei governi  e alle loro politiche prive di umanità, questione che credevamo di aver esorcizzato dopo la Seconda Guerra Mondiale.