Giornata Mondiale di lotta all’AIDS: cresce il numero di contagi tra i giovani

02/12/2015 di Redazione
Giornata Mondiale di lotta all’AIDS: cresce il numero di contagi tra i giovani

Il 1 Dicembre è stata la Giornata Mondiale di lotta all'Aids e nel nostro paese non è calato il contagio, anzi, aumenta fra gli omossessuali maschi. Sono 3.695 le persone che, solo nel 2014, sono risultate sieropositive al test, dato che negli ultimi tre anni è rimasto stabile. Preoccupa invece  il fatto che da quando è cominciata l'epidemia e si è iniziato a fare campagne di informazione e prevenzione sull'argomento, circa negli anni ottanta, il 2014 abbia registrato il più alto tasso. I dati del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (Ecdc) e dell'Ufficio Regionale dell'Oms per l'Europa hanno rilevato che la trasmissione eterosessuale è la maggior responsabile dell'aumento dei casi nell'Europa Orientale, seguita dall'uso di siringhe nel caso dei tossicodipendenti. I giovani, fra io 25 e i 29 anni, risultano  i più colpiti dell'infezione che, otto volte su dieci, sicontagiano durante rapporti sessuali. Risulta chiaro quindi, che il virus dell'HIV non ha smesso di avere un impatto importante in tutto il mondo. Mentre una parte di mondo ancora non ha accesso alle cure (in Africa il  rapporto Unicef denuncia che 2,6 milioni di bambini, sotto i quindici anni, che hanno contratto l'Hiv, solo uno su tre ha accesso ai farmaci) in Italia, nonostante la diffusione di campagne di prevenzione, una quota rilevante e sempre crescente di persone sieropositive per l'HIV risulta  inconsapevole di esserlo. Tra il 2006 e il 2014 è aumentato del 20,5 per cento al 71,5 la percentuale di persone che scoprono di esser state infettate quando la malattia è già conclamata. Si stima che in totale i sieropositivi, noti e non noti, siano 120-130 mila. Le attuali strategie per limitare l'infezione, nei paesi occidentali, sono due: la  Prep (PRe Exposure Profilaxis), una profilassi pre-esposione da somministrare  in popolazioni a rischio di contrarre l'infezione e Start (la terapia vera e propria in seguito all'accertamento del contagio. ) E' proprio lo studio Start, pubblicato lo scorso settembre dalla rivista americana New England Journal of Medicine a consigliare un'attenta prevenzione con analisi e test oltre che ad agire immediatamente in caso di contagio. Agire subito con la terapia significa ridurre la trasmissione dell'infezione e controllare l'evoluzione dell'infezione per ciascun paziente.  L'obiettivo dell'Unaids per il 2020 è: 90-90-90. Cioè: entro quella data il 90 per cento delle persone sieropositive dovrebbero conoscere questa loro condizione, il 90 per cento dei sieropositivi dovrebbero avere acceso ai farmaci e il 90 per cento delle persone in trattamento dovrebbero eliminare il carico virale.