III Rapporto dell'Associazione Carta di Roma: Migrazioni al centro dei mass media

17/12/2015 di Redazione
III Rapporto dell'Associazione Carta di Roma: Migrazioni al centro dei mass media

L'Associazione Carta di Roma, nata nel dicembre 2011 per dare attuazione al protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell'immigrazione, siglato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti (CNOG) e a Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) nel giugno del 2008, ha pubblicato il suo terzo rapporto dal titolo "Notizie di confine". Da quanto emerge dal rapporto, nel 2015 il tema dell'immigrazione è stato centrale per i media italiani, con un incremento di notizie che va dal 70 al 180% sui quotidiani e con un record di servizi nei tg nazionale: 3.437 presenze, il numero più alto registrato negli ultimi 11 anni. Il tema dell'immigrazione non è presente sui telegiornali per soli 39 giorni in tutto il 2015. L'immigrazione ha avuto visibilità costante sia sulla carta stampata che in televisione, con picchi di attenzione in corrispondenza di particolari avvenimenti: in queste occasioni i quotidiani hanno dedicato all'argomento una media di 4/5 titoli al giorno in prima pagina, mentre per i telegiornali si contano circa 7 notizie per edizione. Secondo l'indagine però, all'aumento delle notizie non ha corrisposto però, l'aumento della paura verso i migranti. Le ondate di profughi in arrivo dal Medio Oriente e dall'Africa hanno sollecitato soprattutto il dibattito sull'accoglienza: è proprio attorno a questo tema che si è concentrata la maggior parte dell'informazione. Nei telegiornali, l'accoglienza occupa il 55% delle notizie, mentre solo il 23% di esse hanno riguardato gli sbarchi e il 24% la criminalità e la sicurezza connessa alle migrazioni. Più della metà dei titoli dei quotidiani hanno fatto riferimento alla gestione dell'emergenza migratoria e all'accoglienza. Novità del 2015 è anche la maggiore presenza nelle notizie di fatti che si sono svolti ai confini dell'Unione Europea, soprattutto in concomitanza con le ripetute decisioni di chiudere le frontiere da parte di diversi paesi, in particolar modo nei Balcani e in Francia. Ampio spazio anche all'agenda politica europea, agli incontri di vertice a Bruxelles e alle risoluzioni della Commissione europea, fra cui la redistribuzione dei profughi con un sistema di quote. Il rapporto registra una particolare enfasi narrativa, correlata soprattutto all'afflusso dei migranti, alle difficoltà dell'accoglienza e alla  minaccia terroristica. È proprio in concomitanza di particolari eventi che il tono dell'informazione diventa allarmistico: di fronte ai migranti in attesa di passare le frontiere o di essere ricollocati in un altro Stato, si accompagnano spesso commenti sulle difficoltà del sistema d'accoglienza o sulle risorse necessarie per provvedere agli aiuti umanitari, "a scapito degli italiani in difficoltà". Argomenti che fanno presa sul pubblico, soprattutto in questi anni di crisi economica, di disoccupazione e di ingenti tagli ai servizi pubblici e che prestano spesso il fianco alla propaganda anti-accoglienza di molti esponenti politici, soprattutto delle destre in ascesa.  Il tono dei titoli analizzati nella stampa cartacea è allarmistico e negativo nel 47% dei casi: il quadro che ne deriva è quello di un'invasione di migranti, il timore che i flussi possano determinare un crescendo degli episodi terroristici e per il sistema d'accoglienza al collasso. In altre occasioni il tono assume note di preoccupazione per le tragedie e le sofferenze dei profughi, soprattutto in concomitanza con le tante tragedie che hanno visto migliaia di persone perdere la vita sulle rotte migratorie e nel Mediterraneo: in questi casi trovano spazio il racconto dei sopravvissuti ai naufragi, le fughe dalla guerra, i soprusi e le violenze subite durante le traversate, le condizioni di partenza che hanno indotto la fuga.  In generale, mentre vi è un incremento del binomio terrorismo-immigrazione, diminuisce lo spazio dedicato al tema della criminalità comune associata all'immigrazione, presente solo nel 6% dei casi. Migranti e profughi hanno voce nel 7% dei servizi, rappresentanti di associazioni e organizzazioni umanitarie, medici, esponenti delle forze dell'ordine sono presenti nel 5%. Se i migranti hanno voce per lo più in relazione all'accoglienza (40%), rappresentanti della comunità rom, invece, intervengono nel 65% dei casi in relazione a fatti di criminalità e di ordine pubblico. Ilvo Diamanti, professore di Analisi dell'Opinione pubblica presso l'Università di Urbino e direttore scientifico di Demos & Pi ha definito "rapsodica" questa narrazione, ma fedele alla condizione generalizzata di "spettatori disorientati e un po' sperduti davanti a uno spettacolo in cui, invece, siamo tutti protagonisti. Tutti quanti un po' stranieri, in un mondo troppo largo, senza confini, senza distanze". Bisognerebbe, afferma il professore, andare oltre la rappresentazione dell'immigrazione e andare oltre: "accettarla per quel che è. Una realtà con cui confrontarsi. E convivere. Non con le immagini, ma con le persone"