Il centro Baobab ha chiuso

10/12/2015 di Redazione
Il centro Baobab ha chiuso

Non sono bastati gli appelli di cittadini e associazioni a scongiurare la chiusura del centro. A seguito del  controllo del 24 Novembre delle forze dell'ordine terminato con l' identificazione di 24 persone, si sono rincorsi gli appelli e le mobilitazioni: petizioni online, iniziative di solidarietà per tenere aperte le porte. Atto dovuto quello che, da subito, era sembrato a tutti gli effetti un avvertimento per l'imminente smantellamento del centro di accoglienza. I volontari del centro hanno denunciato più volte l'assenza di una alternativa dignitosa al Baobab in grado di rispondere al  bisogno di assistenza e protezione di queste persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà. Venerdì 4 Dicembre una rappresentanza dei volontari, ha incontrato il commissario Tronca per discutere sul futuro del centro e l'eventuale ricollocamento dei migranti. Da questo incontro si è resa chiara la linea intrapresa dal Comune: chiusura dello stabile per motivi amministrativi, legati alla controversia della proprietà e non per esigenza di ordine pubblico. Una manovra attesa ma dalle ripercussioni a livello umano e gestionale preoccupanti. I volontari hanno "deciso" di consegnare le chiavi il 6 Dicembre, solo però dopo essersi assicurati del ricollocamento degli ospiti in un'altra struttura e aver salutato la cittadinanza che nei mesi scorsi aveva donato e si era resa disponibile per garantire pasti e sostegno. Per ora si procederà con una soluzione ponte: fuori dal Baobab verrà allestito un infopoint per dare informazioni ai migranti che continueranno a giungere sul posto, supportato  da una struttura per i servizi di prima assistenza, sia sanitaria che legale mentre le donazioni di cibo e vestiti,  catalogati e registrati, verranno immagazzinati in attesa di una soluzione definitiva che dovrebbe essere discussa il 15 dicembre, quando ci sarà un secondo incontro tra i volontari e il commissario Tronca. Volti colorati, musica e cibo hanno accompagnato la riconsegna della chiavi al commissario del Comune. Un arrivederci doloroso ma arricchito dall'esperienza di un percorso che ha dimostrato che si può dare conforto ai transitanti, garantendo loro anche la certezza del percorso verso il nord Europa con poche risorse e che è sempre più urgente  l'esigenza di occuparsi direttamente della gestione di una partita fondamentale per i processi d'immigrazione, iniziando a garantire dei corridoi umanitari.