L’Asd Sporting Locri: chi ha paura dello sport?

30/12/2015 di Redazione
L’Asd Sporting Locri: chi ha paura dello sport?

Reazioni di sdegno e solidarietà sono i sentimenti prevalenti che attraversano il mondo del pallone dopo la vicenda che ha costretto la società femminile di calcio a 5 di Locri ad uno stop repentino nella scalata nella Serie A.  Siamo a Locri, comune di 12 mila abitanti distante circa 100 km dal capoluogo reggino. Da oltre sei anni, il presidente dell'Asd Sporting Locri, Ferdinando Armeni, ha reso la squadra di calcio femminile a 5 una realtà importante, una rivelazione del campionato di massima categoria oltre che un orgoglio per i cittadini del comune. Reduce da diverse stagioni molto positive: nel 2013-2014 è arrivata seconda nel girone C della Serie A, l'anno successivo ha ottenuto lo stesso piazzamento e quest'anno gioca nel girone B della Serie A Elite, un torneo a cui partecipano le 16 squadre più forti d'Italia. Poi lo stop. Il 7 dicembre, il primo biglietto d'intimidazione lasciato sul parabrezza della macchina del presidente Armeni: la richiesta è chiara "devi chiudere lo Sporting Locri". Messaggio diretto, al quale sono succeduti altri tre che seguono la stessa modalità. Il 12 dicembre arrivano minacce anche al vicepresidente della squadra, Giovanni Primerano seguite da altre, indirizzate questa volta verso il presidente onorario Domenico Stilo. Poi i responsabili alzano il tiro: minacce alla figlia del presidente. Partono i primi accertamenti da parte delle forze dell'ordine sul caso che sembrano escludere la pista della mafia locale. Anche Armeni parla di "balordi, in grado di scardinare la serenità di un gioco sportivo" e sembra escludere la 'ndrangheta dai possibili responsabili. Neanche il tempestivo intervento del Prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, che ha predisposto la scorta per i dirigenti dello Sporting Locri, una sorta di tutela che vigilerà l'abitazione del presidente ed il palazzetto dove la squadra solitamente si allena, ha però rassicurato i vertici della squadra che, per tutelare le sportive in campo e la società tutta, il 27 dicembre si è dichiarato pronto a cedere la società anche a titolo gratuito e a ritirare la squadra dal campionato di serie A. Tante le dichiarazioni di sostegno e solidarietà da parte del mondo calcistico e politico: dal presidente del Coni Giovanni Malagò, Carlo Tavecchio  presidente della Fgci, Ernesto Magorno segretario regionale PD. Tutti con la stessa proposta d'intenti: Locri deve continuare a giocare e non farsi vincere dalla paura, non cedere a certi gesti intollerabili in un Paese che si definisce civile. L'Asd Sporting Locri deve continuare ad offrire un immagine positiva di Locri e della Calabria, fuori dai tradizionali luoghi comuni che affliggono la regione da anni. Il  29 dicembre arriva la notizia attesa: la partita in calendario contro la Lazio prevista per il 10 Gennaio si svolgerà regolarmente in attesa di qualche risvolto giudiziario. Sotto il profilo delle indagini i carabinieri del Gruppo di Locri hanno redatto un'informativa di reato, che è stata trasmessa alla Procura della Repubblica. L'informativa è adesso al vaglio del sostituto procuratore di turno della Procura, che valuterà se aprire formalmente un'inchiesta per accertare il movente delle minacce ed identificarne il responsabile e, soprattutto, se allertare sul caso la direzione distrettuale antimafia.