Legambiente, scuola italiana “rimandata”

30/12/2015 di Redazione
Legambiente, scuola italiana “rimandata”

Se alcuni passi sono stati fatti, come la pubblicazione dell'anagrafe scolastica e lo stanziamento di maggiori fondi per la manutenzione delle scuole, stando ai dati raccolti nel 2014 troppi ne restano ancora da fare. È questa la valutazione che emerge dal XVI Rapporto di Legambiente sull'ecosistema scuola. L'indagine annuale sulla qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi scolastici della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia. Per Legambiente le questioni da affrontare sono ancora numerose, in termini di qualità del patrimonio edilizio scolastico, di investimenti, servizi e buone pratiche sostenibili. Il divario fra le condizioni del nord Italia e quelle del sud e delle isole resta abissale.
Per migliorare le condizioni degli edifici scolastici, bisogna conoscerle. Secondo l'organizzazione ambientalista, mappare gli edifici scolastici è il primo importante passo per dare il via a degli interventi strutturali di riqualificazione. Per questo l'istituzione dell'Anagrafe scolastica è accolta con un plauso, a patto però che si compia interamente con "indicatori qualitativi omogenei che consentano la reale lettura dello stato degli edifici e dei bisogni di manutenzione ed intervento". In attesa di futuri strumenti adeguati, l'indagine di Legambiente continua, perciò, a svolgere un ruolo fondamentale nel fotografare la situazione dell'edilizia scolastica nel nostro Paese. Un'indagine difficile, perché a detta della stessa Legambiente, se da un lato sono aumentati i Comuni che hanno partecipato, dall'altro sono aumentati anche quelli che hanno inviato dati incompleti o in ritardo per essere inseriti nella pubblicazione.
"Il primo elemento che emerge dai dati è la vetustà degli edifici scolastici: su 6.310, circa il 65% è stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica del 1974, mentre solo il 9,3% tra il 1991 e il 2014. Un dato che testimonia quanto poco si sia investito negli ultimi venti anni nelle scuole nuove". E il 30% degli edifici scolastici non è ancora in possesso delle certificazioni sull'agibilità e quelle previste dalle norme igienico-sanitarie.
Preoccupanti i dati sulla vulnerabilità degli edifici, soprattutto nelle zone ad elevate rischio sismico. Pochi interventi sono stati fatti anche per gli edifici di recente costruzione. Quasi del tutto assente è invece, l'uso di criteri di bioedilizia, se non in qualche comune virtuoso. Sono il 39,1% gli immobili che necessitano di una manutenzione urgente. Un quadro ben poco rassicurante in un Paese che ha già assistito a numerose tragedie nelle aule scolastiche: ricordiamo i bambini e la maestra della scuola di San Giuliano di Puglia, in Molise, che nel 2002 furono vittime di un sisma in cui fu solo l'edificio scolastico a crollare. O il cedimento della Casa dello Studente de l'Aquila che uccise numerosi studenti durante il terremoto del 2009, nonché lo studente deceduto al liceo Darwin di Torino nell'autunno del 2008 per il crollo del controsoffitto della sua classe, in un momento in cui altre centinaia di migliaia di studenti erano in piazza contro i tagli all'istruzione voluti dal Governo Berlusconi.

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