Sicilia fine 2015: verso nuove forma di “accoglienza”

30/12/2015 di Redazione
Sicilia fine 2015: verso nuove forma di “accoglienza”

Come si chiude il 2015 in Sicilia?Il direttore della Caritas di Agrigento, Valerio Landri, ha raccontato come qualche giorno fa, la Caritas diocesana  è intervenuta per trovare alloggio a 48 giovani africani subsahariani (Mali, Costa d'Avorio, Guinea e Gambia) che, arrivati a Lampedusa, hanno ricevuto il solito provvedimento di respingimento. Accompagnati ad Agrigento hanno pensato bene di fare un sit-in davanti alla Questura, chiedendo di poter presentare domanda d'asilo. La Questura ha finto di non vederli per tutta la giornata. Solo alle 21, la Prefettura ha chiesto alla CRI di intervenire per portare cibo e coperte. Nel frattempo, però, avevano già ricevuto dalla Caritas (e da alcuni passanti) cibo, acqua e coperte. Successivamente e dopo aver trovato riparo nei locali della parrocchia, i migranti si sono presentati nuovamente davanti alla Questura che, in tarda mattinata, ha disposto il loro inserimento a villa sikania, l'hub regionale (già CAS) che si trova a Siculiana dove sono ordinariamente ammessi solo i richiedenti asilo e non certo i respinti. La motivazione della decisione è stata: "...perché hanno manifestato il desiderio di presentare domanda d'asilo". Si tratta di una scelta per certi versi anomala in quanto fino ad ora la posizione ufficiale era stata molto diversa: unica strada era la presentazione del ricorso, la richiesta di sospensiva e - solo dopo averla ottenuta - era concessa la possibilità di presentare domanda d'asilo. Fonti hanno rivelato che i migranti sono stati nuovamente fotosegnalati e che il sistema di fotosegnalamento utilizzato a Lampedusa non è quello europeo EURODAC (utilizzato a Siculiana), ma uno che ha rilievo solo nazionale e a molti di loro è già stato consentito di presentare il modello C3. Questo è e sarà un precedente da valorizzare quando arriveranno altri respinti.