Vertice straordinario UE-Turchia, 3 miliardi destinati all’emergenza profughi

02/12/2015 di Redazione
Vertice straordinario UE-Turchia, 3 miliardi destinati all’emergenza profughi

I lavori del vertice straordinario Ue-Turchia svoltosi a Bruxelles il 29 Novembre si sono conclusi con un'intesa sulla dichiarazione politica che va oltre l'emergenza migranti e riguarda il piano d'azione per il controllo dei flussi migratori. L' Ue offrirà, in base all'accordo, un'accelerazione sulla liberalizzazione dei visti, un finanziamento "iniziale", condizionato al bisogno, di 3 miliardi di euro (di cui 500 milioni dovrebbero essere stanziati dal bilancio comunitario, e altri 2,5 miliardi dagli Stati membri) per la gestione dei campi profughi, l'inserimento nella lista dei paesi sicuri e l'apertura di 5 capitoli nel pluridecennale negoziato per l'adesione alla Ue. In cambio, il governo di Erdogan dovrebbe attuare maggiori controlli alle frontiere, accettare le riammissioni, far partire la lotta contro i trafficanti e offrire ai profughi siriani la possibilità di lavorare. La Turchia ospita attualmente oltre 2,2 milioni di rifugiati siriani con una spesa di 8 miliardi di dollari mentre  sono circa un milione e mezzo le persone entrate  nell'Ue nel 2015 attraverso la Turchia. Con quest'accordo l'Ue quindi  sottolinea l'importanza di condividere il carico dei migranti nell'ambito della cooperazione e mira a contenerne il flusso assicurando l'applicazione bilaterale dei piani di riammissione stabiliti tra i paesi ( il rimpatrio veloce dei migranti che non necessitano di protezione internazionale nei loro Paesi di origine). Sul piano dell'inclusione della Turchia nella lista europea dei Paesi sicuri, Germania e Svezia in primis oltre a Francia ed Olanda,  durante un incontro preliminare al vertice, avevano espresso seri dubbi. E' oramai nota la politica di repressione turca nei confronti dei curdi così come sono note le denunce di violazione dei diritti umani e il regime nel quale vertono le carceri in quel paese. Sul fronte dell'adesione all' Ue di Ankara si ha uno stato di negoziazione dal 2005 e la proposta attende ancora la conferma da parte di tutti gli Stati aderenti prevista per il mese di dicembre durante il quale si aprirà il prossimo capitolo dei negoziati con la Turchia in relazione ai colloqui di adesione e agli ulteriori capitoli. In quanto alla possibile revisione degli accordi di Dublino intanto si è aperto un tavolo di discussione che durerà nei mesi prossimi e si prevede, per il mese di marzo, che la commissione si esprima sulle prime proposte di misure sulle quali Juncker, presidente della Commissione, sembra intenzionato a stringere i tempi.