Alfano: no al stepchild adoption, sì ai diritti patrimoniali

07/01/2016 di Redazione
Alfano: no al stepchild adoption, sì ai diritti patrimoniali

Il leader Ncd e Ministro dell'interno Angelino Alfano prende posizione sul disegno di legge per le Unioni Civili che arriverà a Palazzo Madama il 26 Gennaio. Rispetto al tema dello stepchild adoption ( l'istituto che consente l'adozione da parte di un partner del figlio naturale o adottivo) il Ministro ha rilasciato delle dichiarazioni, in un intervista per il quotidiano Avvenire, che non lasciano dubbi: 'sì' a una legge che preveda specifici e precisi diritti patrimoniali, 'no' a qualsiasi assimilazione, implicita o esplicita, alla famiglia costituzionale e soprattutto no alle adozioni sotto qualsiasi forma, diretta o indiretta.
Parole forti contro il ddl Cirinnà, che in tematiche si potrebbe dividere in due parti: la prima, che riguarda le coppie gay e prevede l'adozione del figlio del partner  oltre che la reversibilità della pensione e la seconda, dedicata alle convivenze di fatto per etero e omosessuali. Alfano vive questo passaggio come una minaccia che potrebbe portare il paese nella direzione di una pratica definita dal Ministro "criminale" e che in Europa prende il nome di "utero in affitto". Al giornale lancia l'ipotesi di  un referendum abrogativo nel caso in cui  in Italia si votasse una legge a favore dello stepchild per le coppie gay. Le unione civili non fanno parte del programma di Governo eppure questo ddl Cirinnà sembra davvero preoccupare il centro-destra di Alfano. L'intenzione è quella di punire con il carcere coloro che scelgono di ricorrere all'utero in affitto paragonando questa prassi ai reati sessuali e si appella a tutte le unioni cattoliche, ai politici credenti di entrambi gli schieramenti per sostenere questa causa.