Asili Nido comunali a rischio privatizzazione: polemiche sul piano Tronca per il 2016

07/01/2016 di Redazione
Asili Nido comunali a rischio privatizzazione: polemiche sul piano Tronca per il 2016

Gli asili nido comunali di Roma potrebbero passare completamente in mano ai privati per far fronte alla scarsità di risorse per la Capitale. Questa ipotesi potrebbe concretizzarsi con l'arrivo del bilancio 2016-2018, stando ad alcune indiscrizioni trapelate dal Campidoglio. Dal Codacons alle forze politiche, la notizia è stata accolta con forti polemiche. Il progetto di Tronca prevederebbe  da una parte la cessione graduale delle materne allo Stato, che già gestisce numerosi istituti sul territorio di Roma, dall'altra l'incremento dei nidi da affidare alla gestione privata.  Il Comune di Roma utilizza già un sistema integrato di gestione pubblico-privato, ma il servizio non è garantito. Il pubblico non dispone di posti a sufficienza per rispondere alla domanda sempre crescente  e già nel settembre scorso la situazione era stata esasperata dall'emanazione del bando che escludeva le lavoratrici con 36 mesi di attività, lasciando le strutture con circa 5 mila impiegate in meno.
All'ipotesi della completa privatizzazione, i sindacati hanno subito mostrato la più netta contrarietà, paventando conseguenze disastrose per le famiglie e le lavoratrici. Senza contare la ricaduta occupazionale, visto che la privatizzazione potrebbe provocare la perdita di molti posti di lavoro, fino a 6 . Cgil, Cisl e Uil hanno perciò chiesto un tempestivo incontro col commissario Tronca. Le notizie delle ultime ore confermano che Tronca incontrerà le parti sociali per salvaguardare, dove possibile, i posti di lavoro, ma la privatizzazione potrebbe andare avanti. A giustificare questo intervento, sarebbe la necessità di rispettare il piano di rientro dei conti del Comune di Roma, che prevede il taglio di 10 milioni di euro annui.
Secondo il Commissario Tronca, la privatizzazione avrebbe un effetto positivo per gli utenti, permettendo di ampliare l'offerta e ridurre le liste d'attesa. Ma con costi altissimi, che molte delle famiglie non sarebbero in grado di sostenere. Le critiche dalle forze politiche sono state unanimi. Sinistra Ecologia e Libertà ha lanciato una prima manifestazione di protesta, con un flash mob sotto il Campidoglio per il 7 gennaio alle 15.