Corsa a ostacoli verso l’Europa. Il rapporto di Medici Senza Frontiere

21/01/2016 di Redazione
Corsa a ostacoli verso l’Europa. Il rapporto di Medici Senza Frontiere

Medici Senza Frontiere ha denunciato il catastrofico fallimento dell'Unione Europea nel rispondere ai bisogni umanitari di rifugiati, richiedenti asilo e migranti nel 2015. Il rapporto presentato a livello internazionale offre una fotografia drammatica, emersa dai progetti di MSF.
Brice de le Vingne, il direttore delle operazioni di MSF ha puntato il dito contro l'Europa, chiamata ad assumersi le proprie responsabilità sull'impatto medico-umanitario delle proprie politiche sulle migrazioni. Secondo de la Vigne proprio l'erezione di barriere e la risposta caotica delle istituzioni europee ai bisogni umanitari dei migranti in fuga, hanno peggiorato le condizioni di migliaia di migranti già vulnerabili, perché in fuga da guerre e situazioni disperate. Attraverso le testimonianze dirette di operatori e pazienti di MSF e i dati medici raccolti in decine di progetti, il rapporto "Corsa a ostacoli verso l'Europa" mostra le conseguenze umanitarie delle decisioni europee e dimostra come le politiche di deterrenza abbiano costretto MSF e altre organizzazioni ad aumentare drasticamente le proprie attività nei punti di ingresso all'Europa. Il rapporto mette i paesi europei di fronte alle loro responsabilità, perché essi "devono fare un bilancio del costo umano delle loro decisioni, assumersi le loro responsabilità e imparare dagli errori commessi per mettere al centro i bisogni dei più vulnerabili." Nel 2015 i numeri dell'azione MSF per la migrazione in Europa sono triplicati. Tra il 1° gennaio e il 15 dicembre, MSF ha effettuato oltre 100.000 consultazioni mediche e psicologiche - sulle navi di ricerca e soccorso e nei progetti in Italia, Grecia e Balcani - e tra maggio e dicembre ha soccorso 23.747 persone in mare. In tutto MSF ha speso circa 31,5 milioni di euro e mobilitato 535 operatori umanitari per rispondere ai bisogni di rifugiati e migranti in Europa e nel Mediterraneo.  L'Europa ha frapposto ostacoli sul cammino di fuga di oltre un milione di persone, rendendo le pericolose traversate in mare, le recinzioni col filo spinato, i continui cambiamenti delle procedure burocratiche, la realtà ineludibile di coloro che non hanno avuto altra scelta che incamminarsi verso il vecchio continente.E dopo un viaggio in mare pericoloso che è di per sé una scommessa con la vita, le condizioni di accoglienza in Italia e Grecia risultano del tutto inadeguate, fino a veri e propri atti di violenza in mare e alle frontiere di terra. Un approccio atroce e inaccettabile che ha avuto conseguenze drammaticamente concrete sulla salute, sia fisica che psicologica, delle persone. Soprattutto, i volontari di Medici Senza Frontiere ricordano alle istituzioni che nessuna politica restrittiva farà da deterrente alle migrazioni. Così si chiede all'Europa di smettere di giocare con la vita delle persone. Per fare questo, occorre un passaggio sicuro all'Europa, attraverso l'apertura di canali umanitari legali e sicuro per i richiedenti asilo. Facilitare le migrazioni legali per combattere la tratta e le violenze a danno dei migranti. Alle persone in fuga MSF ha dedicato la campagna #Milionidipassi, per restituire dignità al tema delle migrazioni forzate e garantire il diritto di tutti ad avere salva la vita.