Danimarca: verso l’approvazione del parlamento per la proposta d’accoglienza che ha sconvolto l’Europa

14/01/2016 di Redazione
Danimarca: verso l’approvazione del parlamento per la proposta d’accoglienza che ha sconvolto l’Europa

Nello scorso numero di Inform@ttiva ci eravamo occupati della proposta che ha scosso i media mondiali oltre che gli umori delle relazioni internazionali nei confronti della Danimarca. Si è urlato al nazismo quando il governo di destra nazionalista ha presentato lo scorso dicembre  la proposta di perquisizione e confisca dei beni ed oggetti di valori ai profughi o agli esuli che giungono alla frontiera danese per pagare le spese di accoglienza e di soggiorno nei centri. Ebbene, il governo di Rasmussen fautore della proposta insieme al Partito popolare danese, Alleanza Liberale e il Partito popolare conservatore ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il principale  partito d'opposizione socialdemocratico che sarebbe in grado di assicurare una maggioranza tale da portare all'approvazione del testo nel dibattito parlamentare che si svolgerà nei prossimi giorni. Rispetto alla proposta originale però, in questi giorni sono state apportate modifiche: i migranti potranno tenere le fedi matrimoniali  e altri oggetti di valore affettivo ed è stato concesso di alzare il tetto massimo di contanti concessi ai migranti entro cui i beni non possono esser confiscati: dalle 3mila corone (circa 400euro) alle 10mila corone (circa 1,350 euro). E' bastato questo per concedere l'appoggio e dare il via ad un esperimento di legge  d'accoglienza che ha deluso chi credeva  che questo momento tragico e di crisi  potesse  dar vita a nuovi modelli di solidarietà, nuove politiche di interazione tra il migrante e la società. Invece, la Danimarca farà diventare con buone probabilità la proposta di un partito già noto per una politica ostile al migrante una vera e propria legge il 26 gennaio, data a in cui si vota in parlamento. Il nuovo vento di destra nazionalista ha fatto divampare la paura verso il "diverso" e solo a luglio 2015 un sondaggio svolto dall'Eurobarometro segnalava come proprio l'immigrazione fosse il motivo di maggiore preoccupazione per il 50% dei danesi, più della crisi economica, della disoccupazione e del terrorismo. Mentre Rasmussen definisce il disegno di legge come il più  "mal compreso" nella storia, nei fatti ci appare evidente il tentativo di scoraggiare l'arrivo dei migranti nel paese: già durante la presentazione dell'Agenda sull'immigrazione di Juncker il governo si era dichiarato contrario alle quote di ripartizione dei profughi e negli ultimi mesi ha confermato la decisione di isolarsi fermando  e perquisendo i treni in arrivo dalla Germania. Gennaio 2016 è iniziato con lo scandaloso caso del ragazzo africano, studente modello e lavoratore, costretto ad un rimpatrio a causa della norma danese secondo cui agli stranieri che studiano non è consentito lavorare più di quindici ore la settimana. Marius Youbi, questo il suo nome, aveva trovato un lavoro part time per sostenere le spese universitarie e non gravare sul sussidio, ed è stato espulso da tutte le scuole del Regno ed è stato costretto a lasciare la Scandinavia. A nulla sono servite le sollecitazioni inviate alle autorità competenti da parte del Rettore dell'Università di Aarhus, dove il ragazzo studiava con ottimi risultati. Insomma, la linea del partito di maggioranza rimane la stessa mentre ora si attende una risposta chiara da parte dell'Europa.