Europa senza Schengen: Svezia e Danimarca ripristinano i controlli alle frontiere

07/01/2016 di Redazione
Europa senza Schengen: Svezia e Danimarca ripristinano i controlli alle frontiere

Negli ultimi mesi del 2015, è accaduto diverse volte che in Europa fosse sospeso l'accordo di Schengen che riguarda la libera circolazione delle persone entro i confini europei. Prima sulla spinta delle migrazioni che hanno interessato i paesi della cosiddetta "rotta balcanica", fino all'Austria e alla Germania, poi con la Francia al confine con l'Italia e a seguito degli attacchi terroristici in novembre.
La notizia di questi giorni è che anche la Svezia ha reintrodotto i controlli alla frontiera con la Danimarca, controlli che non si vedevano da 50 anni. La Danimarca li ha a sua volta riavviati nei riguardi della Germania. Due misure a effetto domino che hanno suscitato la preoccupazione sia della Germania che di Bruxelles, che a loro volta scaricano la responsabilità a ritroso verso i paesi periferici della rotta migratoria, accusando la Grecia e la Turchia di non fare abbastanza per ostacolare il flusso di migranti economici.
Anche se in migliaia attraversano i confini a est dell'Europa, l'obiettivo dei migranti è quello di raggiungere i Paesi dell'Unione che offrono maggiori possibilità di ricostruirsi una vita dignitosa. Per questo, la Svezia, che vanta un ottimo ed efficiente sistema di welfare, è al momento il paese europeo che riceve il maggior numero di richieste d'asilo in rapporto al numero degli abitanti. Seguita dalla Germania e dagli altri paesi del nord Europa. L'annuncio della restrizione sui controlli arrivava dopo l'arrivo di 10.000 migranti a settimana a novembre, in gran parte passati per la Danimarca. Anche la Danimarca ha adottato la stessa politica sospendendo temporaneamente la libera circolazione e reintroducendo i controlli al confine con la Germania fino al prossimo 14 gennaio. Nei mesi scorsi il Paese era stato al centro delle polemiche per un annuncio pubblicato sui giornali in cui esortava i migranti a "non venire in Danimarca", poi per una proposta di legge che prevedeva la confisca di beni e gioielli ai migranti senza permesso di soggiorno per "coprire le spese" della loro permanenza sul suolo danese. Il governo tedesco continua a fare appelli per cercare una soluzione europea che passi attraverso un controllo efficace delle frontiere dell'Unione e questo è stato anche il tema del recente incontro di Bruxelles: la priorità emersa sembrerebbe quella di salvare l'Area Schengen e non mettere a rischio la libera circolazione delle persone all'interno dell'Unione. Ma la proposta dell'Unione europea continua a essere quella del rafforzamento dei propri confini esterni, con la creazione di una vera e propria "fortezza Europa" inespugnabile.
Ovunque si facciano i controlli, sembra chiaro che al momento, in Europa, il dibattito non prevede soluzione alternative a una stretta sugli ingressi. Potranno i governi europei fermare un fiume?