In Sicilia supermarket autogestiti dai commessi licenziati

21/01/2016 di Redazione
In Sicilia supermarket autogestiti dai commessi licenziati

A Pozzallo e Scicli, in provincia di Ragusa, alcuni lavoratori hanno ripreso in mano i punti vendita alimentari che la Coop aveva dismesso, licenziando tutti. Hanno riportato i contratti ai livelli retributivi pre-crisi, restaurato i locali e riposizionato lo sguardo sul territorio e i suoi prodotti. Un'economia del sud che vince con i «workers' buyout». È la storia dei lavoratori della cooperativa Primo Maggio che dal 1977 hanno inaugurato l'apertura di quindici supermercati. Dal 2012, spinti dalla crisi, avevano firmato un accordo col marchio Coop. Un passaggio che era costato molti sacrifici per i tanti dipendenti che avevano dovuto accettare il passaggio a un contratto part-time, con stipendi intorno ai 700 euro. Nel 2014 la Coop Sicilia ha deciso di chiudere i supermercati di Scicli e di Pozzallo, intendo continuare ad occuparsi solo dei supermercati attivi nei grandi centri commerciali della Regione. E gli ex dipendenti non sono rimasti a guardare: nell'ottobre 2015 hanno occupato il consiglio comunale e con la mediazione del prefetto, ottenuta la possibilità di tenere aperti i supermercati fino a novembre 2015. Seguendo l'esempio di molte fabbriche argentine che dal 2001 furono rilevate dai lavoratori e rimesse in funzione, a oggi gli ex dipendenti Coop stanno raccogliendo la sfida della riapertura e dell'autogestione. Elemento fondamentale è anche la ritrovata dignità di alcune figure professionali: al banco carne è tornato il macellaio, al posto delle confezioni di carne già tagliata e imballata. E gli stipendi sono tornati ai livelli pre crisi.
In Sicilia le aziende rilevate dai dipendenti sono circa una settantina. Tutte esperienze degne di nota che spesso trovano un ostacolo enorme al raggiungimento dell'assegnazione delle attività ai lavoratori: la confisca dei beni a seguito di processi per mafia.
In Argentina, dal 2001 a oggi sono state recuperate 270 fra fabbriche e attività commerciale, salvando circa 40 mila posti di lavoro. Con il persistere della crisi e i numeri ancora alti della disoccupazione - soprattutto al sud - chissà che le esperienze di autogestione non possano aprire la strada per una economia che tenga conto di altri indici e altri valori. I dipendenti dell'ex Coop hanno dichiarato, infatti, di diffidare degli algoritmi: per loro contano solamente la conoscenza del posto, l'attenzione per la qualità e il rispetto della clientela. E in pochi mesi nei due supermercati riparti è tornata la fila alle casse.