La Danimarca ha approvato la legge che spoglia i rifugiati dei loro beni

28/01/2016 di Redazione
 La Danimarca ha approvato la legge che spoglia i rifugiati dei loro beni

La proposta danese di confiscare i beni ai migranti per "ripagare" alle casse dello Stato le spese per l'accoglienza è diventata legge, nonostante l'eco di polemiche che, in tutta Europa, avevano fatto seguito all'annuncio del partito di destra al Governo al paese. Il provvedimento è passato con 81 voti su 109, una maggioranza amplissima e tanto più inquietante. Rispetto alla proposta iniziale, il valore dei beni da confiscare è più che triplicato, passando dalle iniziali 3 mila corone alle 10 mila (circa 1400 euro), anche se un emendamento ha escluso dai beni confiscabili alcuni effetti personali, come le fedi matrimoniali, gli orologi e i telefoni cellulari. Tra le altre misure approvato anche la previsione di un periodo di tre anni di residenza nel paese prima di poter procedere alle riunificazioni familiari. Dure critiche sono arrivate dall'Unhcr, l'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati. "Le persone che sono state sottomesse a sofferenze estreme - ha detto un portavoce del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon - e che sono scappate dalla guerra e dai conflitti dovrebbero essere trattate con compassione, rispetto e considerando tutti i loro diritti come rifugiati". La Commissione europea ha fatto sapere che la misura è compatibile con la normativa internazionale solo se è proporzionata e necessaria. Il provvedimento è stato adottato di recente anche dalla Svizzera, che ha imposto ai rifugiati di consegnare fino a 1.000 franchi svizzeri (circa 900 euro) in beni per pagare le spese dell'accoglienza. Lo stesso provvedimento è stato adottato in maniera autonoma dai due länder meridionali della Germania, la Baviera e il Baden-Württemberg, guidati dai cristiano-sociali del Csu, la parte più conservatrice dell'Unione al governo con Angela Merkel. Provvedimenti che ricordano le confische ai beni posseduti dagli ebrei che avvennero anche in Italia a seguito dell'emanazione delle Leggi Razziali nel 1938. Un salto all'indietro, dritti nelle pagine più oscure della storia dell'Europa.