Muos resta sotto sequestro, ma l’iter giudiziario continua

28/01/2016 di Redazione
Muos resta sotto sequestro, ma l’iter giudiziario continua

Nuovo capitolo della vicenda Muos, il contestato impianto satellitare Usa realizzato nella riserva del Sughereto di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. La struttura resterà sotto sequestro perché la Cassazione ha rigettato il ricorso dell'avvocatura dello Stato per conto del ministero della Difesa. Rimane dunque vigente l'ordinanza emessa il 1 aprile del 2015 dal Gip di Caltagirone, confermata poi dal Tribunale per il Riesame di Catania, su richiesta del procuratore Giuseppe Verzera, che ha bloccato la prosecuzione dei lavori per la realizzazione dell'impianto di Telecomunicazione nella base americana. La Cassazione ha anche condannato il ministero della Difesa al pagamento della spese processuali. Il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, competente per territorio su Niscemi, ritiene che il sistema di comunicazione del dipartimento della Difesa Usa, Mobile user objective system, o Muos, è sottoposto ai vincoli di rispetto ambientali perché realizzato in un'aerea protetta con inedificabilità assoluta. Tesi condivisa dal Gip Salvatore Ettore Cavallaro, che il 1 aprile del 2015 ha disposto il sequestro della struttura. Il provvedimento, che era stato eseguito dal nucleo di polizia giudiziaria della Polizia municipale e dai carabinieri della Procura, era stato confermato il 27 aprile del 2015 dal Tribunale del riesame di Catania, presieduto da Maria Grazia Vagliasindi. Legambiente ha espresso grande soddisfazione seppur con una punta d'amarezza. Da anni l'associazione, il comitato No Muos e tanti intellettuali segnalavano la natura abusiva del Muos, "costruito in un'area protetta, la Sughereta, con inedificabilità assoluta. La Cassazione ha finalmente messo un punto fermo. Ancora una volta, però, resta forte l'amarezza di una politica inadeguata e miope che non riesce a salvaguardare né la salute dei siciliani né il suo territorio".
Intanto, come ricorda Legambiente nella nota, è in corso la verifica sulla pericolosità delle emissioni dell'impianto per la salute ambiente e traffico aereo disposta da Consiglio di giustizia amministrativa. La prossima udienza è fissata per il 3 febbraio. Per gli attivisti del comitato No Muos che da tempo si battono contro l'installazione delle antenne, la pericolosità dell'impianto e i fondati motivi contro la sua installazione erano noti da tempo.  Ad oggi sconcerta il rimpallo di responsabilità fra le istituzioni: "troviamo tragicomica la pantomima che si sta consumando ai danni dei siciliani, poiché è evidente che nessuno conosce, ad oggi, quali potrebbero essere i danni per la salute delle popolazioni coinvolte dalle radiazioni del MUOS", si legge nel comunicato pubblicato dagli attivisti sul sito nomuos.org, "È altrettanto sconveniente la leggerezza con la quale si vorrebbero monitorare le emissioni mantenendo al minimo la potenza degli impianti, in evidente violazione della norma, se non addirittura basare la verificazione su semplici calcoli teorici, per di più fatti su dati forniti, senza alcuna verifica, da una delle parti in causa. Potrebbero dire, i verificatori, di aver agito in scienza e coscienza? Noi crediamo di no".