1 Marzo, mobilitazioni in tutta Europa: “Nessuna frontiera per i diritti di tutti”

25/02/2016 di Redazione
1 Marzo, mobilitazioni in tutta Europa: “Nessuna frontiera per i diritti di tutti”

Il Primo Marzo sarà una giornata di mobilitazione in tutta Europa, per chiedere l'apertura delle frontiere, respingere l'idea di un'Europa chiusa in una fortezza e rivendicare diritti per tutti e tutte: diritti sul lavoro, al welfare e a un permesso di soggiorno senza condizioni.
Tante le città in mobilitazione: aprirà le danze Foggia, che il 29 febbraio scenderà in piazza in protesta contro la presenza del Presidente della Regione Michele Emiliano e il ministro dell'Agroalimentare Maurizio Martina. Il 1 marzo saranno diverse le città che si animeranno con  vertenze, scioperi e rivendicazioni, ma anche le buone pratiche dell'accoglienza dal basso: Milano, Mantova, Rimini, Bologna, Roma, Empoli e Napoli.
A Roma, Martedì 1 marzo, dalle 10 si terrà un presidio presso la Prefettura, in Piazza Santi Apostoli, a sostegno degli operatori sociali che da mesi non percepiscono nessuno stipendio e che chiedono garanzie sul proprio futuro lavorativo. Dalle 18:00 alle 21:00, appuntamento a Piazza Vittorio per i diritti, l'accoglienza e contro ogni forma di razzismo, in contemporanea con tante altre città italiane ed europee. La giornata è organizzata dalla rete romana per lo Sciopero Sociale e dall'assemblea Roma che accoglie insieme a una serie di sportelli di servizi, associazioni, cooperative, lavoratori e volontari.
Una grande mobilitazione di uomini e donne, associazioni e migranti, per un necessario cambiamento delle politiche migratorie e di accoglienza, nel rispetto del lavoro e dei diritti di tutte e tutti. In Italia la mobilitazione riguarderà anche Milano, Bologna, Empoli, Napoli e Foggia, in contemporanea a Berlino, Francoforte, Parigi, Madrid e altri città europee.
"Alla luce di quanto sta accadendo oggi in Europa, lo slogan "24 h senza di noi" lanciato per la prima volta nel 2010, è quanto mai attuale. Il configurarsi di un'Europa "fortezza", sempre più divisa al suo interno da paure, contraddizioni e derive xenofobe, fiorite all'ombra di muri, hotspot e controlli, è l'altra faccia delle politiche di austerity, una leva fondamentale attraverso cui precarizzare tutto il lavoro. Per questo dal Transnational Strike Platform di Poznan è partita la chiamata per una grande mobilitazione che attraversi l'Europa, per connettere idealmente le diverse figure del lavoro che subiscono lo sfruttamento. Una mobilitazione che rifiuti le frontiere e la chiusura entro i confini di redivivi stati nazionali e che rivendichi diritti per tutte e tutti, incondizionatamente. Anche a Roma, come in molte altre città italiane ed europee, il primo marzo sarà una giornata di lotta per migranti e cittadini europei, per avviare nuovi percorsi di connessione e coalizione tra le diverse figure del lavoro e per rivendicare un'Europa senza confini.
Il primo marzo scenderemo in piazza con due appuntamenti aperti a tutta la cittadinanza, ai migranti e alle associazioni. Dalle 10 si terrà un presidio presso la Prefettura, in Piazza Santi Apostoli, a sostegno degli operatori sociali, contro lo sfruttamento e la precarizzazione nel settore dell'accoglienza, per denunciare che dopo l'inchiesta "Mafia Capitale" niente è realmente cambiato. Mentre le solite cooperative continuano a vincere i bandi pubblici, il peso dell'inchiesta è stato scaricato per intero sui lavoratori, che hanno gli stipendi bloccati da mesi nella totale indifferenza del commissario Tronca.
La giornata proseguirà il pomeriggio in Piazza Vittorio, luogo simbolo della città multietnica e interculturale. Dalle 18 ci sarà una grande manifestazione contro ogni razzismo e frontiera, per chiedere con forza:
- l'attuazione nella città di Roma di politiche di accoglienza adeguate e trasparenti, in grado di garantire la dignità degli ospiti e i diritti dei lavoratori;
- l'abolizione della legge Bossi Fini e del reato di immigrazione clandestina;
- la cancellazione delle prassi amministrative discriminatorie messe in atto da questure e pubbliche amministrazioni, come la richiesta di una residenza per il rinnovo del permesso di soggiorno;
- la chiusura e lo smantellamento dei C.I.E. e il rifiuto del sistema degli hotspot, teatro di gravi violazioni dei diritti umani e civili;
- l'istituzione di corridoi umanitari sicuri per chi fugge da guerre, catastrofi e dittature, che sottraggano i migranti al traffico di esseri umani e ai pericoli del viaggio;
- l'abrogazione del trattato di Dublino e il ripristino del principio di libera circolazione delle persone tra gli Stati membri, contro i muri e i fili spinati che dividono di nuovo l'Europa.

Invitiamo cittadine e cittadini, italiani e stranieri, lavoratori e studenti, ad intervenire numerosi, per testimoniare il valore di una cittadinanza sostanziale e partecipata.
Incrociamo le lotte e apriamo i confini"