Bari: i migranti nella tendopoli dell'ex Set attendono ancora il trasferimento

11/02/2016 di Redazione
Bari: i migranti nella tendopoli dell'ex Set attendono ancora il trasferimento

Un anno e tre mesi fa, un centinaio di migranti che avevano occupato l'ex convento di Santa Chiara, a Bari, furono trasferiti nella tendopoli dell'ex Set di Via Brigata Regina. Il Comune aveva promesso che la permanenza nella struttura sarebbe stata temporanea, non oltre i 45 giorni. Il tempo è passato dal 13 novembre 2014 e le promesse non sono state mantenute. I primi ritardi erano stati la conseguenza della mancata concessione, da parte del Governo, della possibilità, per il Comune, di indire una gara d'urgenza per l'acquisto di container e per l'allestimento di una nuova area attrezzata. Ad oggi, col bando fatto e l'area già individuata, nella zona dello Stadio Vittoria, i migranti continuano a restare all'ex Set, in condizioni precarie che Cecilia Strada, presidente di Emergency, ha definito vergognosa "mi viene da chiedere scusa a nome dell'Italia - ha detto la Strada, - che permette a 200 rifugiati di vivere tra muffa, topi e soffitti che crollano".
Oggi all'interno delle tende sono rimasti circa 70 migranti, dopo che una parte di essi è stata spostata dentro villa Roth. All'ex Set continuano a mancare le più elementari condizioni igieniche: il pavimento sporco e l'ambiente è affollato di topi e insetti. Ma fra la comunità e il collettivo Rivolta la precarietà, in prima linea in questa battaglia, c'è perplessità anche sulla soluzione individuata dal Comune barese: i migranti sarebbero trasferiti da un ghetto all'altro, godendo solo del lieve miglioramento delle loro condizioni. E comunque vada, non c'è ancora alcuna certezza sul loro trasferimento.
E proprio sullo spostamento dei migranti si è aperta un'altra questione: i consiglieri di centrodestra al Comune (Irma Melini, Filippo Melchiorre, Fabio Romito, Michele Picaro, Giuseppe Carrieri e Pasquale Finocchio) hanno denunciato la presenza di una discarica in amianto nell'area attigua a quella individuata dall'amministrazione comunale e hanno incontrato il prefetto Carmela Pagano. "Abbiamo spiegato le nostre perplessità - commentano - a cominciare dalla scelta di un'area dove c'è amianto. Speriamo di avere risposte prima del consiglio comunale dell'11 febbraio che si riunirà proprio per discutere della variante urbanistica necessaria per il trasferimento dei migranti in via Portoghese". Sembra che l'amministrazione comunale abbia intanto avviato la messa in sicurezza della zona, emanando un'ordinanza nei confronti dei proprietari affinché provvedano alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti, comprese le coperture in amianto. In caso di inadempienza, l'amministrazione è pronta a prendere i provvedimenti necessari. La messa in sicurezza riguarderà anche lo stato dei manufatti pericolanti presenti nell'area. Interventi necessari ma che, probabilmente, allungheranno ancora i tempi del trasferimento. Per questo l'assessore al Welfare, Francesca Bottalico, ha annunciato l'intenzione dell'amministrazione di spostare i migranti che lo vorranno in una struttura di accoglienza a Palese. Una proposta che, al momento, ha raccolto la contrarietà dei migranti e delle associazioni. "Verranno "ospitati" in un dormitorio a Palese - spiegano dal comitato Rivoltiamo la precarietà -  nel quale potranno entrare solo per dormire la sera, e da cui dovranno tassativamente uscire di prima mattina. Ci batteremo sino alle estreme conseguenze per garantire i diritti di questi 200 rifugiati che le istituzioni scambiano per pacchi postali privi di dignità. Ricordiamo, come hanno fatto i migranti, che in città ci sono innumerevoli immobili pubblici abbandonati, e ci viene da chiederci chi avrà la gestione del dormitorio di Palese".