Bosnia ed Erzegovina: pronti a lavorare per l’adesione all’UE

18/02/2016 di Redazione
Bosnia ed Erzegovina: pronti a lavorare per l’adesione all’UE

La Bosnia ed Erzegovina ha ufficialmente presentato il 15 febbraio 2016  la sua richiesta di adesione all'Unione Europea. Bruxelles ha però annunciato che il paese balcanico dovrà intraprendere una serie di riforme prima che la richiesta possa essere presa in considerazione. Le riforme richieste fanno riferimento al suo sistema giudiziario, la sua economia, lo stato di diritto, pubblica amministrazione e le istituzioni politiche. Appare quindi un percorso complesso che, con buone possibilità, richiederà diversi anni di valutazione e riforme.
"Vediamo che la nostra vicina Croazia è già stato membro, che il Montenegro e la Serbia hanno già avviato i negoziati. Anche la Bosnia vuole far parte di questo continente" ha dichiarato Dragan Covic, l'attuale presidente della Presidenza della Bosnia e Erzegovina (esercitata a rotazione da tre presidenti rappresentativi dei tre popoli che costituiscono il paese). La Bosnia sta ancora pagando le serie conseguenze della guerra scoppiata in seguito alla dissoluzione della Jugoslavia all'inizio degli anni novanta, conflitto che vide il coinvolgimento dei tre principali gruppi etnici: serbi, croati e bosgnacchi. Posta sotto tutela internazionale a seguito del conflitto, ha avuto conseguenze fortissime in termini di ripresa economica e politica. Nel dicembre 2007 la Bosnia ed Erzegovina ha sottoscritto con l'Unione europea l'accordo di Stabilizzazione e Associazione, primo passo per l'integrazione europea. La Macedonia aveva presentato la domanda nel 2004, il Montenegro nel 2008, l'Albania e la Serbia nel 2009. Solo il Kosovo non ha mai presentato alcuna domanda di adesione. Croazia e Slovenia sono invece gli unici due stati dell'ex Jugoslavia che già fanno parte dell'Unione Europea, la prima dal 2013 e la seconda dal 2004.