Ddl Cirinnà: il via alla prime votazioni in Senato e la legge non si ferma

04/02/2016 di Redazione
Ddl Cirinnà: il via alla prime votazioni in Senato e la legge non si ferma

Il 2 Febbraio, il testo della legge sulle unioni civili è approdato al  Senato dopo essere stato approvato dalla commissione Giustizia. L'aula del Senato ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità avanzate dal centro destra in riferimento all'art. 72 cost. ed il PD ha rifiutato l'offerta di Angelino Alfano per un voto a favore del ddl in cambio della cancellazione di ogni analogia con il matrimonio e di uno dei punti  più discussi e controversi della legge, la Stepchild adoption.  Il testo di legge è composto da 19 articoli, suddivisi in due titoli, il primo dei quali dedicato ai legami tra i soggetti dello stesso sesso, mentre il secondo alla convivenza. L'unione civile sarebbe, secondo il testo della legge, molto simile al matrimonio. Le coppie omosessuali che si legheranno ufficialmente, infatti, avranno gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali unite in matrimonio: l'obbligo alla collaborazione nella vita comune e alla reciproca assistenza morale e materiale. Stesso discorso per l'assistenza sanitaria, dove il trattamento dei coniugi legati da un'unione civile sarà lo stesso delle coppie unite in matrimonio. Una delle differenze dall'unione eterosessuale è la questione della Stepchild adoption: questa norma prevede la possibilità di adottare, da parte dei coniugi legati da un'unione civile, un bambino che sia figlio naturale o adottivo di uno dei due. Secondo la piazza del Family Day, promossa da Ncd, il passaggio delle adozioni favorirebbe la pratica del fenomeno "utero in affitto", illegale in Italia. Tanti sono i nodi da sciogliere e la partita per i diritti delle coppie omossessuali è ancora tutta in gioco. Il 2 Febbraio sono nate nuove alleanze in Senato: Pd, Movimento cinque stelle, Sinistra Italiana e Verdiniani  hanno votato a favore del proseguo del dibattito mentre, proprio all'interno del partito di maggioranza, continuano le posizioni divergenti dell'ala cattolica che promette battaglia alla riunione di gruppo prevista per martedi prossimo nella quale verrà inoltre deciso su quali articoli del ddl verrà lasciata libertà di coscienza. Altro punto non formalizzato è l'accordo PD-Lega sugli emendamenti: la lega ritiri la maggior parte dei cinquemila emendamenti presentati e il pd ritiri dal tavolo il "super canguro", ovvero l'emendamento  Marcucci che prevede il taglio degli emendamenti.
Ora la partita è in mano al  Presidente Grasso che dovrà decidere su quanti voti segreti ammettere. Pd e M5S premono per un voto palese ma saranno sufficienti 20 senatori per procedere con il voto segreto. Si attendono sviluppi decisivi per la prossima settimana.