Educatori comunali contro la precarietà: prosegue la mobilitazione a Roma

18/02/2016 di Redazione
Educatori comunali contro la precarietà: prosegue la mobilitazione a Roma

Lavoratori e lavoratrici nel settore dell'educazione si sono mobilitati nei giorni scorsi per richiedere una soluzione definitiva capace di far uscire dal limbo della precarietà le duemila persone che da decenni attendono un posto di fisso negli Asili nido e nelle materne. La paura di perdere il posto di lavoro e di veder sfumata una stabilizzazione rincorsa per anni ha portato alla creazione all'inizio di febbraio di un 'Coordinamento contro la precarietà', indipendente da sindacati e partiti, con lo scopo di denunciare le condizioni esasperanti che i duemila educatori trovano a vivere: supplenze part-time con contratti giornalieri, graduatorie ventennali, totale assenza di un piano assunzionale. A settembre 2015 si era aperto uno spiraglio, un dibattito sul tema in seguito al richiamo per l'Italia da parte della Corte di Giustizia Europea che aveva vietato chiaramente alle pubbliche amministrazioni di prolungare i contratti a termine oltre i 36 mesi. Un educatore che presta servizio per un periodo superiore ai 36 mesi deve essere automaticamente assunto dal Comune.  Il ministro Madia, di risposta, pubblicò una circolare che superava in qualche modo la storica disparità di trattamento tra lavoratori delle scuole statali e quelle comunali consentendo ai Comuni di poter reiterare i contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi, equiparando in sostanza la disciplina. Anche l'allora assessore alla Scuola, Marco Rossi Doria, appena arrivato in  Campidoglio, aveva iniziato a lavorare con il Governo: il "Decreto di indirizzo" portato in giunta con il quale si prevedeva di "Attingere dalle graduatorie derivate dai concorsi dei bandi pubblici trasformando gli incarichi della durata di un anno in incarichi a tempo indeterminato" ed una scadenza ad un anno dalla circolare Madia per trovare una soluzione e rimodellare il sistema macchinoso generatore di precarietà. Niente di tutto questo sta accadendo.
È stata fissata la deadline tra qualche mese, a 150 giorni, superati i quali si apre una prospettiva poco confortante per i lavoratori. L'eventuale perdita del posto di lavoro di duemila educatori rischia di mettere in ginocchio l'intero sistema. Il neonato Coordinamento contro la precarietà chiede ora al Commissario Tronca, al governo Renzi e a tutti i candidati sindaco al Comune di Roma di trovare, nel più breve tempo possibile, soluzioni concrete. Spiegano le lavoratrici:  "La nostra assunzione, vista l'esperienza e la professionalità acquisita è fondamentale per il funzionamento dei nidi comunali. Serve ora sottoscrivere un patto di alleanza con genitori, cittadini, elettori pronti a difendere i servizi pubblici"