Inceneritori: il si delle Regioni allo Sblocca Italia

11/02/2016 di Redazione
Inceneritori: il si delle Regioni allo Sblocca Italia

Il ministro dell'ambiente Gianluca Galletti ha annunciato il "si" alla Conferenza Stato-Regioni : via libera per i cinquantaquattro impianti che, secondo il Ministro, saranno la spina dorsale della gestione dei rifiuti in Italia. Dopo la battaglia vinta contro Ombrina in Abruzzo, gli ambientalisti sono di nuovo sul piede di guerra  contro l'interesse strategico nazionale nella realizzazione di ulteriori inceneritori su tutto il territorio italiano. Dove sono finiti gli interessi riguardo i nuovi impianti della filiera del riciclo o le attività di compostaggio che trasformano la frazione umida del rifiuto in terriccio?
L'articolo 35 del discusso decreto legge n.133 del 12 settembre 2014 altrimenti detto "Sblocca Italia", ha ottenuto il via libera da quasi tutte le regioni tranne che Lombardia e Campania il 4 febbraio 2016 e per la Regione Lazio è previsto un periodo di riordino della gestione rifiuti. Note alla cronaca le vicende dell'impianto romano di Malagrotta, chiuso nel 2013, dove sorge il Colari di Manlio  Cerroni con due impianti attivi di "trattamento meccanico biologico" ed una linea del gassificatore attualmente inattiva. Era proprio Malagrotta la sede per il progetto, firmato Cerroni, di una seconda linea di gassificazione mai approvata in via definitiva. Con la nuova misura governativa approvata  invece si riapre la partita. Secondo l'associazione a tutela dell'ambiente, il decreto mira unicamente a sbloccare procedure amministrative spesso affette da gravi vizi procedurali e a favorire gli interessi di chi tali procedure ha avviato, a svantaggio di chi si troverà a vivere vicino a queste infrastrutture strategiche, creando così un'evidente ingiustizia sociale. L'Unione Europea impone una gestione dei rifiuti che considera lo smaltimento - che sia in discarica o negli inceneritori- come la ultima ratio nella gestione dei rifiuti. Ebbene, a distanza di ben 6 anni dalla direttiva, l'Italia non ha ancora adottato un piano concreto ed efficiente di prevenzione nella formazione dei rifiuti.