La NATO nel Mar Egeo per ostacolare traffico di migranti ?

18/02/2016 di Redazione
La NATO nel Mar Egeo per ostacolare traffico di migranti ?

Come aveva anticipato il presidente Usa Obama nel suo colloquio col presidente italiano Mattarella in visita alla Casa Bianca, la flotta della NATO verrà presto impiegata nel Mar Egeo nel tentativo di ostacolare il flusso di rifugiati che attraversano il mare per arrivare in Europa dalla Turchia. Saranno quindi le navi NATO e non i guardia costiera ad andare incontro alle imbarcazioni dei rifugiati. L'intervento è stato annunciato dal segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, che ha anche assicurato che tale misura sarà attuata senza ritardi. In una conferenza stampa, Stoltenberg ha insistito sul fatto che il dispiegamento della Standing Maritime Group 2 della NATO non significherà "fermare o mandare indietro le imbarcazioni dei rifugiati". La flotta avrà il compito di condurre operazioni di riconoscimento, monitoraggio e sorveglianza circa gli attraversamenti illegali nel Mar Egeo, in collaborazione con le autorità competenti. L'equipaggiamento includerà diverse navi da guerra dei paesi occidentali che attualmente sono sotto il comando tedesco. Secondo le dichiarazioni del segretario della difesa americano, Ash Carter, l'intervento dei paesi del Trattato Atlantico avrà come obiettivo le organizzazioni criminali che stanno sfruttando i rifugiati in "un'operazione di contrabbando organizzata". Allo stesso tempo, è stato annunciato che la NATO aumenterà i suoi sforzi nella lotta contro il terrorismo al confine tra Siria e Turchia. L'obiettivo è partecipare agli sforzi internazionali per arginare i traffici illegali e, soprattutto, il traffico di migranti nell'Egeo. La Germania ha dichiarato che prenderà parte alla missione, in collaborazione con Grecia e Turchia, mentre gli Stati Uniti hanno affermato che appoggeranno pienamente il piano.
Ben cinque navi da guerra saranno impegnate vicino l'isola di Cipro, con la possibilità di aumentare la flotta se sarà necessario. In che modo i mezzi della NATO interagiranno con le imbarcazioni dei rifugiati resta, però, poco chiaro. Secondo le fonti diplomatiche della NATO, non ci sarà alcun intervento diretto: i risultati delle indagini dell'intelligence sul traffico di migranti verranno consegnati alla Turchia, che potrà intervenire in merito. Anche i rifugiati "salvati" dalle imbarcazioni saranno consegnati al governo turco. Un governo, quello della Turchia, che sta già facendo molto discutere per il trattamento disumano riservato ai rifugiati e per la chiusura intermittente delle frontiere che, fino a pochi giorni fa, avevano visto aumentare fino a 20 mila il numero di siriani ai confini in attesa di proseguire il proprio viaggio.