Migranti, al Brennero un contro-esodo dall'Austria al Tirolo

11/02/2016 di Redazione
Migranti, al Brennero un contro-esodo dall'Austria al Tirolo

Nel solo mese di gennaio, la polizia italiana ha scoperto e riaccompagnato alla frontiera austriaca 250 migranti che cercavano di entrare in Italia. Nelle loro tasche nessun documento e solo un biglietto ferroviare per Innsbruck, il capoluogo del Tirolo. Gli agenti di polizia li definiscono veri e propri rimpatri illegali organizzati organizzati dall'Austria. Sono tutti migranti arrivati in Europa attraverso la cosiddetta rotta balcanica e che hanno ricevuto dei respingimenti in Austria o in Germania, meta finale del loro viaggio. Gli agenti di polizia riferiscono di transiti di gran lunga superiori ai rimpatri previsti: attraverso il Brennero sarebbero transitate un migliaio di persone e il Viminale si sta attrezzando per fronteggiare questa sorta di contro-esodo. La polizia italiana sta applicando i respingimenti appellandosi agli accordi di Dublino, che sentenziano che la domanda di protezione internazionale vada fatta nel primo paese Ue di approdo. Una situazione completamente ribaltata rispetto a quella di qualche mese fa, quando era l'Austria a costringere i migranti a tornare verso i confini italiani. In seguito alla chiusura delle frontiere che negli ultimi mesi ha interessato - seppur a intermittenza- anche l'Austria e la stretta sull'accoglienza dei paesi del centro nord dell'Europa, il fenomeno a cui stiamo assistendo è quello di un vero e proprio conto-esodo. Così l'Italia da paese di transito, sta diventando la scelta in extremis di migranti respinti da altri paesi.
Nel frattempo Schengen resta a rischio, con il susseguirsi da più parti di dichiarazioni che ne minacciano la chiusura. Come a Vienna, dove la ministra dell'Interno Johanna Mikl-Leitner ormai parla apertamente della "possibilità di erigere al Brennero una barriera protettiva lungo il confine con l'Italia". Esattamente come quello che l'estate scorsa l'Ungheria di VictorOrban aveva eretto con la Serbia provocando un'ondata di sdegno generale. Le fa eco il titolare della Difesa austriaca Hans Peter Doskozi che, vista la stretta sul confine con la Slovenia, propone la creazione di campi profughi in provincia di Bolzano in modo da contingentare gli ingressi dall'Italia. La tensione nelle Dolomiti resta altissima. La Camera di Commercio di Bolzano ha diramato un comunicato in cui annunciava come cosa fatta il benservito austriaco a Schengen. Intanto, l'annuncio austriao sulla costruzione di una rete al confine meridionale ha fatto trasalire la provincia autonoma.