Migrare non è reato: il flash Mob sotto Montecitorio

04/02/2016 di Redazione
Migrare non è reato: il flash Mob sotto Montecitorio

Un flash-mob organizzato da Roma Che Accoglie, l'assemblea fatta dai volontari del Centro Baobab e da tante altre realtà che si occupano di accoglienza e diritti dei migranti, assieme a Medu (Medici per i diritti umani), e a cui hanno aderito tantissime altre associazioni come Amnesty e l'Arci e FOCUS- Casa dei diritti sociali per chiedere che il Parlamento abolisca quanto prima il reato di clandestinità. Una legge, si legge nel comunicato degli autori del flash mob, "Ingiusta, perché punisce una persona unicamente in base al suo status. Inutile, perché non ha alcun effetto deterrente sull'immigrazione irregolare e non ferma le stragi in mare, come confermano i dati. Dannosa, perché produce ghettizzazione, razzismo e disagio sociale. Clandestina, perché il governo avrebbe dovuto provvedere alla sua abrogazione ma ritarda, adducendo motivazioni di inopportunità temporale, psicologica e di percezione di insicurezza".
Gli attivisti hanno srotolato sotto il palazzo di Montecitorio alcuni metri di filo spinato che hanno tagliato delle cesoie, mimando simbolicamente il gesto che richiama all'apertura delle frontiere per i migranti. È apparsa poi la scritta, su una coreografia di ombrelli "Migrare non è reato", lo slogan della giornata.
Gli attivisti hanno consegnato una lettera ad alcuni parlamentari scesi in piazza. Di seguito il testo:

Abolire subito il reato di immigrazione irregolare: si è tenuto oggi 2 febbraio davanti a Palazzo Chigi un flash mob partecipato da diciotto associazioni. In piazza per riaccendere l'attenzione dell'opinione pubblica e del dibattito politico sul reato di immigrazione irregolare che il Governo ritarda ad abrogare pur avendo da quasi due anni ricevuto mandato dal Parlamento. Con il messaggio "Migrare non è reato" veicolato attraverso ombrelli e il lancio dell'hashtag #migrarenonèreato, i volontari e gli attivisti di varie associazioni e movimenti, hanno chiesto al Governo di abrogare una legge ingiusta, inutile, dannosa e clandestina. Ingiusta, perché punisce una persona unicamente in base al suo status. Inutile, perché non ha alcun effetto deterrente sull'immigrazione irregolare e non ferma le stragi in mare, come confermano i dati. Dannosa, perché produce ghettizzazione, razzismo e disagio sociale Clandestina, perché il governo avrebbe dovuto provvedere alla sua abrogazione ma ritarda, adducendo motivazioni di inopportunità temporale, psicologica e di percezione di insicurezza. Già nell'aprile 2015, Amnesty International, A Buon Diritto, Asgi e Medici per i diritti umani avevano scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio chiedendo al Governo di esercitare la delega del Parlamento per procedere alla cancellazione del reato. In un'intervista al quotidiano "La Repubblica" pubblicato sul sito internet del 8/01/2016, anche il Procuratore capo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, dott. Franco Roberti, sostiene che la legge andrebbe abrogata non solo per la sua inutilità ma anche perché dannosa. Dichiara infatti il Procuratore: "Il reato di immigrazione clandestina? Legge che ha solo ostacolato le indagini sui trafficanti […] I dati ci dicono che non ha avuto finora una funzione dissuasiva ". Oggi le Associazioni che a vario titolo si occupano di immigrazione, rinnovano la richiesta al Governo italiano di dare seguito quanto prima all'incarico ricevuto, procedendo alla cancellazione definitiva e completa del reato di immigrazione irregolare. Queste Associazioni credono che chi fugge da guerre, torture e miseria in cerca di una possibilità di esistenza debba essere tutelato e non punito, meriti protezione e non ghetti.
Governo cambia verso! Via subito la legge clandestina!