Misure contro la povertà: niente di nuovo, a oggi attiva solo la vecchia social card

18/02/2016 di Redazione
Misure contro la povertà: niente di nuovo, a oggi attiva solo la vecchia social card

Nonostante gli interventi annunciato dal Ministro per il Lavoro Giuliano Poletti per il sostegno al reddito delle famiglie più povere, attualmente l'unico strumento nazionale attualmente in vigore è ancora la Carta acquisti ordinaria, con oltre 600 mila beneficiari solo nel 2014 e erogazioni pari a 230 milioni di euro.
La legge delega del governo, annunciata da Poletti, rappresenta il primo tentativo degli ultimi vent'anni di introduzione di una forma di reddito minimo in Italia. Seppur, come abbiamo già detto in un precedente articolo, la definizione risulti approssimativa rispetto alla reale natura del provvedimento, c'è da riconoscere al governo lo sforzo di provare a buttare giù le linee guida di un Piano nazionale contro la povertà. Infatti, l'Italia non ha mai conosciuto un piano di intervento organico, ma solo una serie di provvedimenti isolati che hanno provato a rispondere alle necessità di alcune fette della popolazione. La povertà però nel nostro Paese non accenna a diminuire: gli ultimi dati Istat del 2014 rivelano che le famiglie povere siano 1,4 milioni, il 5,7% di quelle residenti. Ai dati sulla povertà assoluta si affiancano anche quelli che vedono crescere la povertà relativa, con l'aumento dei cosiddetti working poor, i lavoratori poveri, cioè coloro che percepiscono salari molto bassi e stentano a sopravvivere pur avendo un impiego. Uno degli effetti più devastanti della crisi occupazionale, è che il livello crescente di disoccupazione è uno degli argomenti di ricatto più funzionali a ottenere un abbassamento dei salari: il risultato è che oggi esiste una fascia sempre maggiore di lavoratori che percepisce meno di 5 euro l'ora. Nel 2014 il numero di questi lavoratori poveri si aggirava intorno ai 2 milioni fra i dipendenti e agli 800 mila fra gli autonomi.
Ad oggi, lo strumento maggiormente diffuso resta la Carta Acquisti, che anche se ha visto aumentare il numero dei beneficiari, resta confinato alla platea dei pensionati e delle famiglie con bambini di età inferiore ai 3 anni. Una carta che, attraverso erogazioni di 40 mensili accreditati ogni bimestre, dovrebbe facilitare l'acquisto di beni primari. Secondo i dati riportati nel Rapporto annuale Inps, nel 2014 sono 615.395 gli over65 o le famiglie con minori fino a tre anni a cui è andata la carta acquisti ordinaria (che ha ricevuto almeno un accredito).  Sono 229,7 milioni di euro, invece, le risorse erogate complessivamente con la cosiddetta "vecchia social card". Erogazioni che si concentrano maggiormente in Campania, dove risiede il 22,3 per cento dei beneficiari. Segue la Sicilia, col 21,7 per cento dei titolari della card, la Puglia (9,4 per ceno) e il Lazio (8,2 per cento). Un dato, quello del 2014, paragonabile soltanto a quello del 2009, quando i beneficiari sono stati 636.962, per un ammontare di 236 milioni di euro di ricariche. Nel 2011 il calo: 535.412 beneficiari circa per 207 milioni di ricariche, mentre nel 2012 i beneficiari sono 533.869 con erogazioni per 208 milioni. Situazione invariata per il 2013, anno in cui i beneficiari della Carta acquisti sono stati 535.504 con un importo complessivo erogato di 208 milioni di euro.
Alla social card ordinaria si è affiancata una nuova sperimentazione, la Carta acquisti sperimentale. Il primo limite è territoriale, poiché la sperimentazione coinvolge solo 12 città con più di 250 mila abitanti (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Torino, Venezia, Verona e Roma) e rivolta a nuclei familiari con minorenni con un Isee inferiore o uguale a 3 mila euro. La nuova carte prevede erogazioni che vanno dai 200 ai 400 euro al mese. La sperimentazione si è conclusa per 11 città su 12 e nel frattempo ha cambiato nome, diventando il Sostengo per l'inclusione attiva (Sia).
A Roma la misura è arrivata da pochissimo tempo e le erogazioni dovrebbero partire entro un anno. Le risorse destinate alla sperimentazione ammontano a circa 50 milioni di euro e 2.600 beneficiari su 8 mila richiedenti. Tuttavia, le risorse che saranno realmente investite ammontano a circa la metà di quelle previste e a giudicare dall'alto numero di ricorsi che hanno seguito la pubblicazione della graduatoria, saranno destinate ad esaurirsi in fretta.