Nel centro storico di Roma le case del Comune in fitto a 10 euro al mese

04/02/2016 di Redazione
Nel centro storico di Roma le case del Comune in fitto a 10 euro al mese

Scoppia il caso di almeno 574 affitti fuori mercato nel centro storico della città e adesso si allarga il tiro. Dall'attività disposta dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, sulla verifica puntuale del patrimonio immobiliare di Roma Capitale sul caso delle abitazioni nel centro storico affittate a canoni irrisori, è emerso che meno del 20% di chi ha in affitto un immobile del Comune di Roma nel I municipio, quello del centro storico, è munito di un regolare contratto. Tra chi non è in regola, quasi il 50% sarebbe composto da inquilini morosi o da contratti con canone irrisorio o contratti scaduti, utenti per i quali è in corso la verifica dei requisiti per la regolarizzazione della locazione, abusivi non ancora accertati, procedure di sfratti in corso. Sin dal suo insediamento il commissario straordinario, Francesco Paolo Tronca, ha disposto la verifica puntuale del proprio patrimonio immobiliare, avvalendosi della segreteria tecnica che, nell'ambito di un più vasto controllo teso a pervenire ad un censimento esaustivo, ha fino ad oggi estrapolato 574 dati riferibili agli nel I Municipio.
L'azione rientra nel piano del commissario di valorizzazione del patrimonio appartenente al Comune di Roma, nell'ottica di fare cassa e osservare i vincoli di risparmio imposti dal decreto Salva Roma. Prima di gridare allo scandalo per gli affitti bassi però, occorrerebbe verificare le situazioni nella loro singolarità: va bene tenere conto dell'inflazione, dell'aumento del costo della vita e del rincaro degli affitti, ma un occhio di riguardo dovrebbe essere tenuto anche per le particolari situazioni economiche. Se si parla di alloggi popolari, lo scandalo non dovrebbe essere tanto la discrasia fra il canone d'affitto e il valore di mercato, quanto l'occupazione dello stesso da parte di inquilini senza i requisiti previsti. Perché il diritto all'abitare non può essere messo sul mercato e questo tipo di ideologia rischia di mettere in crisi lo stesso sistema alloggiativo di Roma. Tant'è che l'Unione degli Inquilini, pur esprimendo la soddisfazione per l'impegno del Commissario Tronca nell'andare a fondo a questione che da dieci anni non erano state affrontate, ha chiesto una sospensione della vendita degli alloggi, almeno fino a quando non si sarà fatta chiarezza sull'intera questione.