Ocse, in Italia è “analfabeta matematico” un adolescente su quattro

11/02/2016 di Redazione
Ocse, in Italia è “analfabeta matematico” un adolescente su quattro

È  definito un alfabeta matematico chi non è in grado di compiere operazioni matematiche poco più complicate che semplici addizioni o sottrazioni. E secondo l'ultimo rapporto dell'Ocse-Pisa, con questa definizione è possibile indicare un quindicenne su quattro. Il rapporto, dal titolo«Low performing students, perché restano indietro e come aiutarli» segnala che il 24,7% degli adolescenti ha difficoltà a svolgere semplici operazioni matematiche. Un dato che ha conosciuto un miglioramento rispetto agli anni Duemila, in cui la percentuale si aggirava attorno al 32%, ma che fa riflettere. Nella classifica seguono l'Italia la Grecia e il Portogallo. E non è solo la matematica lo scoglio insuperabile per i ragazzi: uno studente su cinque è pressoché analfabeta in senso tecnico, cioè non sa leggere e uno su 6 è gravemente insufficiente in scienze.
Dalla ricerca si apprende che il dato non è omogeneo: in Italia ci sono scuole dove la percentuale di quindicenni che è pressoché analfabeta in matematica sale fino all'80%. Con le conseguenti assenze, bocciature e demotivazione che possono produrre un distacco dalle istituzioni scolastiche. In queste fette di analfabeti matematici ci sono molti ragazzi stranieri, soprattutto coloro che sono arrivati da poco nel nostro Paese: la prima causa è la difficoltà linguistica. Stando però ai passi avanti fatti nel decennio 2003-2012, si può sperare che un altro 7% di ragazzi possa essere sottratto da questa statistica nei prossimi anni. Resta il fatto che in mancanza di programmi speciali e senza investimenti per le scuole, sarà difficile pensare a interventi strutturali e di larga scala.
L'Italia è il paese con più dispersione scolastica dell'Europa occidentale, soprattutto nel ciclo delle medie inferiori. Ci sono pochissimi interventi su questa marea di studenti a rischio dispersione. È proprio a questa delicata fascia di adolescenti che si rivolge il progetto di FOCUS- Casa dei diritti sociali "Nino torna a scuola", che si propone di prendere in carico i ragazzi in dispersione, provando a cercare percorsi di studio alternativi, più adatti alle loro propensioni, con l'ausilio di giovani figure adulte di riferimento. Il rapporto uno a uno permette ai tutor di individuare le inclinazioni naturali dei ragazzi, stimolarli nell'apprendimento a partire della proprie passioni e intervenire, con attività di sostegno didattico dopo la scuola, a colmare quelle lacune che fanno sentire gli studenti isolati, incapaci e demotivati.