Referendum abrogativo sulle Trivelle: si vota il 17 Aprile

25/02/2016 di Redazione
Referendum abrogativo sulle Trivelle: si vota il 17 Aprile

Il referendum sulle trivelle si svolgerà il 17 aprile 2016. Ad ufficializzare la data è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il decreto del 15 febbraio che segue l'annuncio fatto dal ministro Alfano durante il "Question time" alla Camera. La decisione del governo di non prendere in considerazione la petizione lanciata da GreenPeace sulla piattaforma di Charge.it e firmata, secondo i dati diffusi dall'associazione ambientalista, in breve tempo da più di 40 mila persone è stata determinata da "difficoltà tecniche in riferimento alla diversa composizione degli uffici elettorali, alla ripartizione degli oneri e all'ordine di successione delle operazioni di scrutinio" ha giustificato il ministro. La petizione prevedeva una "Election day" che accorpasse il referendum sulle trivelle alle prossime elezioni amministrative in modo da agevolare una riflessione sulle politiche energetiche che l'Italia è chiamata a mettere in campo oltre che risparmiare risorse pubbliche. Decisione, quella del governo, che ha scosso gli animi della Associazioni e Comitati ambientalisti  che rispondono: "Il Governo decide di buttare via circa 360milioni di euro di denaro pubbblico".  Il referendum popolare abrogativo sulle trivelle previsto dall'articolo 75 della Costituzione e dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale il 24 febbraio, vede 9 regioni promotrici dei quesiti ad esclusione dell'Emilia Romagna e Abbruzzo. Dei sei referendum proposti inizialmente sulla questione trivellazioni, a  seguito delle modifiche apportate alla legge di Stabilità tra cui il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia marine, la Cassazione ha ritenuto ammissibile un solo referendum "sulla previsione che le concessioni petrolifere già rilasciate durino fino all'esaurimento dei giacimenti, in tal modo prorogando di fatto i termini già previsti dalle concessioni stesse". In questi giorni è giunta inoltre la notizia che Shell, seguendo la stessa strategia della Petrolceltic solo pochi giorni prima, ha rinunciato ai progetti esplorativi di gas nel Golfo di Taranto comunicando una lettera al Ministero dello Sviluppo Economico. I motivi della rinuncia fanno rifermento principalmente al calo del costo del petrolio, la ripartizione delle aree e l'incertezza su come l'Italia voglia procedere in tema di idrocarburi. Un sospiro di sollievo quindi per la rete di attivisti ed il coordinamento No triv che da anni indaga sul territorio italiano in attesa di una presa di coscienza collettiva, Il referendum abrogativo del 17 Aprile.