Trenta episodi in trenta giorni. Aumentano le minacce agli amministratori locali in Italia

25/02/2016 di Redazione
Trenta episodi in trenta giorni. Aumentano le minacce agli amministratori locali in Italia

Macchine bruciate, spari contro il portone di casa, lettere minatorie e danneggiamenti d'ogni genere. Sono tante le intimidazioni ai danni degli amministratori locali che si sono registrate in comuni, province e regioni italiane. Cresce la preoccupazione per la recrudescenza con cui si sta manifestando il ritorno di atti esplicitamente violenti della criminalità organizzata in diverse città, sia del nord che del sud del Paese. Un fenomeno diffuso che è stato affrontato a Roma in occasione della riunione dell'insediamento dell'Osservatorio sulla sicurezza urbana, presso il Viminale.
Alla riunione, cui hanno preso parte il Ministro dell'Interno Angelino Alfano, i sottosegretari Filippo Bubbico e Giampiero Bocci, e diversi sindaci in rappresentanza dell'Anci, come Piero Fassino, Enzo Bianco, Giuseppe Falcomatà e Renato Accorinti, si è cercato di fare il punto della situazione, mettendo sul tavolo anche alcune proposte operative.Gli amministratori hanno consegnato al Governo le statistiche elaborate da Avviso Pubblico da cui emerge che nel solo periodo tra il 1 gennaio e il 7 febbraio scorsi si sono registrati 30 diversi atti intimidatori. Fra questi si registrano episodi di notevole gravità, come l'incendio dell'auto di Federica Roccisano, assessore al Lavoro della Regione Calabria, l'incendio dei mezzi per la raccolta dei rifiuti di Gioiosa Jonica in Calabria, proseguiti ad Este (Padova) con le minacce di morte al sindaco Giancarlo Piva ed andate avanti con l'aggressione fisica al sindaco di Erba, in provincia di Como, con le fucilate contro le finestre di casa del sindaco di Desulo (Nuoro), Gigi Littarru, e con l'incendio di due macchine all'ex sindaco di Oristano, Piero Ortu. Per questo è stata individuata la necessità di un Osservatorio, il cui compito consisterà nel raccogliere i dati sulle aggressioni e le minacce, al fine di realizzare alcune attività sui territori più esposti, per intervenire anche sul piano della prevenzione. Sede dell'Osservatorio saranno sei aree geografiche (due al sud, due al nord e 2 nelle isole e al centro), ma quello che più preme ai promotori dell'iniziativa è costituire una rete in grado di far circolare le informazioni e fare quadrato attorno ad amministratori particolarmente esposti.