Tunisia: 200 km di muro per proteggersi dalle infiltrazioni jihadiste

11/02/2016 di Redazione
Tunisia: 200 km di muro per proteggersi dalle infiltrazioni jihadiste

Si erge un altro muro, meno ideologico di quelli che lo hanno preceduto. Costituito da sabbia, filo spinato e fossati che questa volta separa la Tunisia dalla Libia. Si estende per 250 km ed è il Ministro della Difesa tunisino Farhat Horchani ad annunciare il termine dei lavori di costruzione nel corso di una visita nella zona militare al confine libico. Le autorità di Tunisi sono convinte che la barriera possa aiutare a frenare l'infiltrazione di cellule terroristiche jihadiste nel Paese. L'idea del muro era nata a seguito dei due attentati che hanno sconvolto gli equilibri del 2015 e la neonata democrazia orientale (Bardo e Sousse). I responsabili degli atti terroristici furono in quel caso tunisini, addestrati in Libia e che vi avevano fatto ritorno per compiere l'atto terroristico, dichiarano le autorità, grazie alla "porosità del confine". Il muro di sabbia eretto servirebbe inoltre in caso di intervento  militare delle forze occidentali in Libia. La Tunisia, pur scongiurando l'ipotesi per gli enormi effetti disastrosi che potrebbero ripercuotersi sulla la comunità intera, dichiara che la nuova barriera potrebbe essere d'aiuto a contenere gli ingressi di terroristi che potrebbero infiltrarsi fra i libici in fuga nel Paese confinante. Germania e Stati Uniti si sono dichiarate pronte a sostenere tecnicamente e militarmente la proposta tunisina del muro attraverso l'impianto di videocamere di sorveglianza lungo tutta la frontiera. Il gran numero dei foreign fighters tunisini partiti per unirsi alla causa dello Stato Islamico in Siria ed Iraq sono elevati (circa 3mila combattenti partiti secondo le stime ufficiali e 6mila stando agli esperti) di cui il 15% sia rientrato da Siria e Iraq e abbia trovato rifugio in Libia o in Tunisia in zone come i monti della regione di Kasserine, vicino al confine con l'Algeria.